L'articolo comparso a pag. 9 sul Sole del 16 Settembre 2003 a firma di Carlo Maria Guerci centra con grande precisione gli abusi di posizione dominante e le pratiche predatorie della Microsoft Corporation di Seattle, concludendo che Linux, come risposta di un mercato libero, "incide più di qualunque Antitrust o corte sul potere di monopolio di Microsoft".
È stretta attualità notare, come fa anche Emma Bonino nell'articolo sul Sole dell'8 us, che l'introduzione delle nuove norme brevettuali sul software, il cui voto è previsto nei prossimi giorni nel Parlamento Europeo, muta radicalmente lo spazio di questo confronto, ponendo Linux in una posizione di certa debolezza e il "libero" mercato in una condizione di assoluta incertezza.
L'introduzione delle norme brevettuali sul software e sui "metodi per fare business", diverrà presto come in America (dove peraltro si discute di tornare indietro) la brevettazione di idee astratte e di algoritmi generici. Risultano infatti oggi validamente brevettate in America l'operazione matematica di or-esclusivo, l'idea di barra di progressione di una operazione, l'idea di fare un acquisto con un singolo click nonché l'idea di collegamento ipertestuale tra due documenti.
È opinione comune di politici e molti economisti che di una tale situazione non si avvantaggiano né le piccole e medie imprese, né le imprese europee nel loro complesso, che non potranno reggere il confronto con una tradizione brevettuale ormai trentennale delle grandi multinazionali americane (peraltro coperte da accordi di cross-licensing che le rendono più appetibili sul mercato degli investitori perchè al riparo da eventuali costose infrazioni brevettuali).
In una situazione in cui, inoltre, non esiste alcun tipo di controllo democratico ed istituzionale sull'ufficio brevetti europeo (EPO), essendo questo un corpo a parte rispetto alle istituzioni politiche dell'Unione Europea.
Rimanendo allo specifico dell'articolo però, è prezioso notare che l'introduzione di queste norme presentate dalla relatrice McCarthy (PSE), risultano scritte sotto dettatura della Business Software Alliance, la lobby globale di supporto agli interessi di alcune grandi firme dell'informatica americana, il cui socio fondatore e principale sostenitore è, guarda caso, proprio la Microsoft Corporation.
Linux è un prodotto -e forse il più importante- di un nuovo e radicale modo di intendere la libertà di mercato nella Società di Informazione, in cui, per fede intima nelle prospettive del mercato, si rinuncia unilateralmente alla imposizione delle asimmetrie dovute ai vincoli proprietari e ai contratti di licenza che limitano la libertà nell'uso, nello studio, nella modifica e reingegnerizzazione, nella copia e nella distribuzione, che è possibile anche in forma commerciale e a valore aggiunto, per realizzare uno spazio comune di collaborazione sulle infrastrutture informative. Questo approccio lascia un ampio spazio di competizione sull'essenza specifica del mercato nella Società dell'Informazione: i servizi, la formazione e il supporto.
Quello che queste norme brevettuali prefigurano è quindi un 'mostro' che viola le più elementari regole di un mercato libero esponendo ogni produttore di software Open Source, individuo o società, alla mercé delle 'litigation company' che accaparrano brevetti astratti e il cui contributo alla produzione, all'innovazione e all'occupazione, cioè in generale all'utilità sociale è nullo e vivono con comportamenti di gran lunga più predatori di quelli mostrati in questi anni da Microsoft (si veda in questo proposito il caso SCO).
Anche senza Antitrust il mercato ha avuto la possibilità di contrastare il monopolio di Microsoft. Con le nuove regole brevettuali sul software sarebbe stato, e sarà, impossibile.
Requiescat in pacem.