Innovazione nel Parapagal: arrivano i multisteiccolder

Al paese di Parapagal si avvicinano le elezioni e la coalizione floreale si riunisce per discutere di politica digitale.

—Il tratto fondamentale è riuscire a fare il salto in avanti—dice Ciclamino, il responsabile dell’innovazione del coalizione della Flora, dopo aver chiarito a tutti di che il paese è all’orlo di un precipizio- a pensare con il paradigma dell’interazione digitale—e dice questo tentando di modificare digitalmente la posizione relativa di una appiccicosa produzione dal fondo della narice— e come questo paradigma determini un nuovo tipo di relazione sociale partecipata, che modifica il rapporto ad esempio fra eletti ed elettori verso un politica condivisa fra rappresentanza istituzionale ed amministrativa e sussidiarietà sociale—

La platea si spella le mani nel susseguente battimani. Una minoranza si propone ostinatamente di disarticolare l’anaconda verbale trovandovi in fondo in fondo poco più della produzione nasale testé liberata.

—Lo stesso tipo di disintermediazione—continua il capoccia con una sgargiante cravatta con motivi floreali—si ritrova nelle forme di produzione del sapere e nel mercato, quindi nell’economia e nei modelli di sviluppo da perseguire—

Ancora applausi a scena aperta. E ancora dubbi minoritari.

—Il punto sarà—termina illuminato il primo uomo— come riuscire a fare rete, a creare sistema fra e con amministrazioni locali, con la dimensione europea ed internazionale, il territorio, la scuola, le università, le imprese, a partire da alcuni presupposti quali la promozione di standard aperti ed interoperabili, l’accesso al sapere, in particolare quello pubblico, la riduzione della frattura digitale, la garanzia della connettività, l’abbassamento della soglia di accesso alla produzione di contenuti, nell’ottica di una radicale innovazione di processo.—

I fan ormai al colmo del deliquio si rotolano sul pavimento, piangono di gioia e vuotano le tasche in appositi cestini che solerti e pie ragazzotte fanno girare per la platea.

Lo acclamano estasiati al grido di:—Flora! Flora! Flora!—

In un tavolo poco distante alcuni giovani esercitano il proprio scetticismo nel tentare di comprendere quelle parole.

—Iniziamo dall’inizio.—dice uno che evidentemente necessita di una visione prospettica dell’argomento.

—Paradigma! Ha detto due volte paradigma nella stessa frase!—urla polemico un giovinotto non troppo bene in arnese—Nemmeno un informatico brufoloso ormai dice più paradigma… due volte poi!

—Che sarà mai una “relazione sociale partecipata che modifica il rapporto tra eletti ed elettori”? Vorrà dire che col voto elettronico saranno gli eletti a votare i propri elettori?—dice uno con desiderio di sincera comprensione.

—Ma sì, ma sì… è un passo avanti, lo ha detto, questa legge elettorale, in cui sono i partiti a decidere gli eletti. L’invenzione è che adesso i partiti decideranno anche chi deve votare per i propri eletti, così il cerchio si chiude.—fece uno che dava ad intendere di saperla lunga.

—Effettivamente una cosa così può far comodo alla Flora, che non sa più dove prenderli gli elettori.

—Uhm… almeno quegli altri hanno i soldi per comprarseli.

—Su ragazzi, siamo seri. Cerchiamo di capire cos’ha detto, sennò come facciamo a criticarlo?—dice infine quello che si atteggiava al piccolo leader del gruppo.

Tutti concordano. Solo il più anziano, con lunga barba incolta e capello bianco, rimane silente e perplesso.

—Allora, vediamo, la convocazione di quest’incontro si titolava: “Assemblea multi stake holder sull’innovazione”. Chiaro, no?

—Ehm… direi per niente. Cosa c’entrano le bistecche con l’innovazione? Stiamo ancora a recriminare sulla fiorentina?

—Idiota! Non steccolder. Steiccolder!

— Ahh… con la I.

— Ma no colla I, con la A? Steich scritto stache

— Ma sì steiccolder

— Older nel senso di ‘più vecchi’.

— Ma no hhhholder — aspirando rumorosamente– con l’acca.

— Con la H? — dice uno visibilmente distratto — Io pensavo che era con la kappa. Steich…

— Sì, là con la kappa ma dopo con l’acca.
—Ma multi stake holder—dice uno che ha fatto l’MBA negli States – scritto così staccato, non significherebbe “coloro che mantengono un supporto”

—Cioé… i reggimoccolo?

—Mbé… simile. Forse volevano scrive stakeholder, senza lo spazio.

—Non stiamo lì a sottilizzare. L’ho trovato su Internet e si usa anche così… E poi il capo l’ha copiato da un documento dell’ONU. Che stai a criticare pure l’ONU, adesso? Sei sempre il solito…

—Ah, bé… noi siamo per la globalizzazione dell’ignoranza…ok.

—Ohhh… così è tutto più chiaro. E cioé? Scusatemi ragazzi ma io ci ho origini contadine e l’inglese non lo conosco. Come buona parte dei parapagallesii. Non è che si potrebbe avere la traduzione simultanea?

—Che cretino!—lo compatiscono tutti—Usare l’inglese fa figo, tutto il mondo usa l’inglese. E poi dirlo in parapagallese era proprio brutto: “Assemblea di tutti quelli interessati all’innovazione”. Che schifo..

—Sì, però così le persone rischiavano di capirci.

—Ecco appunto… Meglio dissuaderle subito…

—Comunque un parapagallese, con lo spazio o senza mica lo capisce.—fa il tizio con le origini contadine

—Eh quanto rompi… Il problema non è questo…

—È vero.—dice il capetto—Anche perché la convocazione non era poi tanto meglio. Sentite: «Siamo infatti convinti che il tema dell’innovazione tecnologica, debba essere un asset strategico per la definizione di un progetto di ricostruzione del Paese, della sua capacità di crescita e delle sue relazioni sociali»

—Un asset strategico! Embé?—dice quello con l’MBA—Ormai lo capiscono tutti cos’è un asset strategico…

—Io no, per esempio. Per me l’assett strategico—dice il napoletano del gruppo—può essere chiudersi in bagno quando mia moglie vuole litigare per far passare il picco… M’assett strategicamente sul cesso e aspetto…

—Ah ah ah—tutti ridono

—Mah… io veramente non ho capito tutto il resto…—dice il contadino

—Su su… Andiamo avanti, andiamo avanti

—«Investire sull’innovazione per riavviare la crescita del Paese significa assumerla come mainstreaming»

—Come cheee?

—Per essere precisi mainstreaming non farebbe verbo lì, forse sarebbe stato corretto dire mainstream e basta, perché quella desinenza in -ing?—L’MBAista colpisce ancora.

—Oddio… ci abbiamo pure la maestrina dalla red pen, adesso! Where is the pen?

—The red pen is on the table!—urlano tutti ridendo

—Parapagallesi! Per favore, siate seri e andiamo avanti.

—Ecco. «Si rideclinano le condizioni del vivere umano che alludono da un lato a nuove e più avanzate forme di relazione personale e sociale e, dall’altro, nuove e più avanzate forme di separazione che definiscono veri e propri “sud digitali”, fatti di esclusioni dall’accesso a tecnologie e media, di mancanza di capacità linguistiche, economiche e infrastrutturali»

—“Si ride…”?

—Mbe’… c’è poco da ridere…

—Daai… non fate gli stupidi… “Si rideclinano…”

—Ecchvvordì?

—Scusa è “alludono” o “illudono”?

—Alludono… ok, daccordo, “illudono” era meglio. Ma è “alludono”.

—Senti ma… “forme di separazione” in che senso? C’entrano i PACS pure qua?

—Ma no.. ma no… Dice, forme di separazione, per dire… per dire… insomma cioé, vuole dire…

—Vabbé, vabbé… non l’hai capito! Come tutti noi…

—Però come suona bene… questa sui “sud digitali” è proprio bella…

—Sì, in effetti ci ha un suo certo fascino.

—Potremmo proporre una “Cassa del Mezzogiorno Digitale”? È una bella idea…

—No, ragazzi! Diciamocelo… non significa nulla!

—Sarà… ma la verità è che avendo accettato il paradigma del…

—Il paracché?…Tsé… è il paraculo! Ma come ca@@o parlano! Ma famo a fasse capì: Nun sanno cche ddì e se rempieno la bbocca de paradigmi de ‘sta beata minchia—sbotta il decano del gruppo che era stato zitto fino a quel punto.—Ma che questa è politica? Stanno a fà lo show…

—..stanno a ffà lo sciù…—propose il napoletano

—E cioé?—gli chiedono tutti

—Lo sciù è una specialità campana realizzata con un grande bigné stracolmo di crema pasticciera che quando si morde schizza da ogni parte, si spiaccica sui muri e gli altri commensali e pure quel poco che ti resta ti cola sulle mani e piomba nel piatto così da lasciarti di fatto a bocca asciutta pur avendo abbrancato quello che pensavi essere il dolce più grosso del vassoio.

—..cioé stanno a fare gli scemi…—

—Show, Sciù o scemi. Appunto. Questi li prendevano per il culo perche ‘Dì qualcosa di floreale… Dì qualcosa…” e mo’ hanno capito che devono dire qualcosa. Hanno gonfiato ‘sto pallone pieno di nulla…

—Vedila così: è già un passo in avanti… Così sembra che almeno qualcosa hanno detto: c’è un po’ di “condivisione”, un po’ di “sud digitale”, un po’ di “big talk”, tanto “stakeholder”, una spruzzata di “mainstreaming”

—Veramente a me mi manca un po’ di sane “piattaforme programmatiche”…

—Già… e gli “ammesso e non concesso”, dove li mettiamo?

—Non fatemi pensare ai bei tempi, ragazzi… sennò mi scappa un pò di “antagonismo radicale”

—Oddio ragazzi… come siete antichi! Ma dove le avete sentite queste cose? Abbiamo fatto tanti passi avanti..

—Eh già… in avanti nel precipizio! Se questi non capiscono di dover fare il proprio mestiere, e cioè scegliere e comunicare le proprie scelte vinceranno pure le elezioni, ma dopo?

—E dopo sarà colpa…

—Viva il Parapagal. Evviva. Evviva.—dalla sala il frastuono superò le voci della combriccola che non trovò di meglio da fare che sciogliersi.

—Viva il Parapagal e la sua politica digitale!—dissero a quel punto tutti agitando per bene l’indice nella narice

Categories: Humor, Scritture

2 comments

  • Vash de Chantillon sur la Reppe

    ….. da ascoltare: Hackeritudine, rubrica satirica quindicinale in onda su “Radiolinux”…. tagliente….pungente…. stuxicante…. Emmanue’ si truoppe pe chesta società (a delinquere)…

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