Halloween, Samahin: lasciateci divertire.

4056410952_36aa169050_oÈ ora di mettere ordine anche nelle celebrazioni di Halloween.

Allora la cosa ha funzionato così: come per molte altre feste  pagane la Chiesa ha deciso di appropriarsi della celebrazione celtica della veglia del Samahin. In quel giorno i Druidi celti infatti passavano casa per casa  a ricevere le offerte per la chiusura del periodo favorevole al raccolto e l’inizio del tempo invernale (la festa celtica si chiama Samahin e si celebra nel giorno mediano tra Beltane e Capodanno meno la radice cubica del numero di cerchi concentrici da cui si ricava l’età della Quercia del bosco di Sherwood diviso il numero di giorni da sobrio nel trimestre di Ozzy Osborne, e cioè convenzionalmente dal calare della sera del 31 Ottobre fino alle prime luci del giorno del 1 Novembre). Come molte feste celtiche, ehm… erano feste. Si beveva, si cantava e si faceva quello che si fa quando c’è aria di festa, specie quando fa freddo. La festa della fine dei raccolti era comune in tutta l’area anglosassone con i nomi di  Calan Gaeaf (nel Galles), Kalan Gwav (in Cornvaglia) e Kalan Goañv (in Bretagna), ma ne esistevano anche simili nel sud europa come la festa di Pomona e la festa dei morti (Parentalia) dei Romani.

Era il nono secolo quando quei rompicocomeri, è il caso di dirlo, frustrati e mancanti di senso dello humor nonché usurpatori di feste dei cattolici, in particolare Papa Gragorio IV (e non Gregorio II come dice purtroppo il sito dei principali anti-hallowinari cattolici, ahimé), decisero di punto in bianco di inglobare il Samahin per eliminare la parte più orgiastica della festa e così spostarono da un giorno all’altro la loro festa di Ognissanti dalla metà di Maggio a fine Ottobre (quando poi si dice il relativismo etico, eh, la giustificazione principale fu che il 13 Maggio a Roma fa troppo caldo per una festa dei Santi, deh, come se i Santi soffrissero il sudore). E per dargli il colpo di grazia istituirono la festa dei morti subito dopo. Olé.

Quindi la veglia di Ognissanti è diventata una festa cattolica, noiosa come poche e pure farlocca, visto che non dovrebbe stare neppure dove sta, ma nei paesi culturalmente legati alle tradizioni celtiche ha sempre avuto sostanziali connotati druidici.

A differenza della feste cattolica di Ognissanti, che non è altro che un esercizio di soggezione del popolino alla gerarchia cattolica e alle sue schiere, quella celtica del Samahin, come la più nota Beltane, sono feste di ringraziamento nei confronti delle fate e degli spiriti che hanno vegliato sul buon andamento dei raccolti e promettono di farlo nel difficile tempo invernale che si approssima. Sono feste gioiose laddove quelle cattoliche sono sostanzialmente deprimenti.

Gli gnoccoloni che continuano a ripetere che la festa di Halloween è una roba americana e che quando loro erano piccoli mica si ricordavano tutto sto casino per le strade il 31 Ottobre, sarebbero stupiti dallo scoprire che fino al 1974 neppure in America a nessuno era mai venuto in mente di festeggiare per le strade questa festa, rimanendo comunque una cosa limitata a poche comunità di immigranti nord-irlandesi o scozzesi. La parata di Ognissanti, che oggi è diventata una cosa grandiosa quasi da far impallidire il 4 Luglio, fu organizzata per la prima volta da un burrattinaio (Ralph Lee) dalle parti del Greenwich Village proprio nel 1974 ed ebbe un tale successo da diventare un appuntamento fisso annuale, e senza dubbio la più grande parata notturna americana.

Lasciateci divertire.

Viva Halloween. Viva il Samahin.

 

Categories: Druido, Humor, Scritture

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