Lucro etico col software libero o mecenatismo estetico

Sembra che Dropbox faccia un sacco di soldi basandosi su uno stack completamente open-source

Qualcuno si chiede se è “etico”. In fondo Dropbox fa una grande quantità di soldi con il lavoro, forse ampiamente sottopagato, di alcuni.

Vabbé… al di là di una visione romantica o pure politicizzata del software libero c’è di fatto che è un modello di business. A mio avviso né più né meno etico di quello proprietario. Solo più efficiente. Economicamente efficiente.

Tutto il resto sono chiacchiere. Che hanno una certa importanza secondo i contesti, ma non hanno un vero valore fondante.

Quindi alla domanda se sia ‘etico’ usare un ‘common’ per fare un lucro privato ha più o meno senso di chiedersi quanto sia ‘etico’ fare un lucro su forme di schiavitù personali in base ad un contratto di lavoro di stampo ottocentesco.

Un giorno forse considereremo le limitazioni a cui come lavoratori siamo sottoposti comunemente, come una palese violazione di diritti fondamentali dell’individuo.

Oggi consideriamo il trattamento dei ragazzini nelle miniere inglesi dell’ottocento ben al là dei limiti ‘eticamente’ sopportabili dell’inumanità.

Quindi, attenzione a tirar fuori l’argomento etico (sia da un lato che dall’altro), perché è facile farselo ritorcere contro.

Viene difficile però non sostenere entusiasticamente l’aspetto estetico della realizzazione e quindi dell’uso del software libero come sostegno al talento individuale. Fare software è una performing art molto delicata e usarlo è una forma di mecenatismo.

Ecco… questo mi piace.

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1 comment

  • 0disse0

    anche se sul piano filosofico e in senso assoluto è nobile quello che tu dici, sul piano pratico il fatto è che dropbox non restituisce, a quanto ne so io, niente alla comunità dalla quale preleva il sw alla base del suo stack. Nemmeno sotto forma di donazioni in denaro. Purtroppo questa prassi è diffusa anche in Italia, dove spesso incontro aziende di consulenza per la pubblica amministrazione che millantanto il loro fervore per l’open source e truccando dati, propongono “di passare all’open source” al solo scopo di azzerare o quasi i costi di approvvigionamento del sw e di rivenere come “consulenza” la loro impacciante presenza.

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