Firme False, escluso solo il Partito del Software Libero

[Per rilascio immediato, 1 Aprile]

La comunità GNU/Linux pronta ad atti estremi. Linus Torvalds annuncia
lo sciopero del sorgente. E Richard Stallman promette: “Birra gratis
per tutti”

Roma – Nello scandalo delle firme fasulle per le elezioni Regionali che
ha visto i due poli elettrici cortocircuitare, bisogna registrare che
l’unica lista esclusa a Roma è risultata essere quella del GNU/Copy
Left Democratic Party [Partito Democratico della Copia di Sinistra?!?
NDR] presentato a Roma da noti esponenti del mondo del software libero.

L’esclusione sarebbe avvenuta in quanto la lista ha abbracciato ed
esteso la legge italiana sulla raccolta delle firme e ha presentato in
Cassazione le sottoscrizioni dei propri sostenitori firmate con il noto
programma di software libero GNU Privacy Guard GPG. Tali firme digitali
dei cittadini erano autenticate da notai anch’essi in possesso di
chiavi dello stesso tipo.

“Tutti i sottoscrittori della nostra lista, nonché i notai coinvolti” –
dice Stefano Maffulli, promotore del progetto nonché presidente della
Free Software Foundation Europe in Italia- “hanno aderito al nostro
progetto di Fellowship (www.fsfe.org) ricevendo in cambio una chiave di
crittografia individuale e venendo identificati in modo univoco. Anche
se le firme stesse sono state raccolte ed autenticate attraverso
Internet sono impossibili da falsificare e da ripudiare. In confronto
l’attuale sistema, pur basato in via teorica sulla presenza fisica di
un pubblico ufficiale, è primitivo ed inadeguato oltre ad essere molto
più costoso, e impone lo spreco di grandi quantità di tempo e di carta.
Abbiamo inteso dimostrare in pratica, visto che è la nostra specialità,
come sarebbe possibile ed anche economicamente conveniente realizzare
sul serio queste cose. Veramente ci è bastata solo un po’ di buona
volontà.”

“È vero – dice il legale della Free Software Foundation, Carlo Piana,
che anche rappresenta l’associazione nel processo Antitrust europeo
contro Microsoft- i nostri “moduli” non rispettavano le normative
vetuste che legge impone nella presentazione delle liste, ma come
abbiamo visto, di quanti altri partiti si può dire lo stesso? Sono
proprio quelle norme, che noi abbiamo ‘interpretato in maniera
favorevole per i cittadini, quelle che permettono ai partiti di
raccogliere le ‘firme in bianco’ a cui successivamente appiccicare i
nomi dei candidati. Il legislatore ha grosse responsabilità in questo
stato di cose. In pratica noi abbiamo presentato un semplice CD
contenente cinquemila firme individuali a sostegno della lista,
ciascuna in calce alle liste di candidati presentati, e autenticate una
per una dai notai. L’intero CD è poi crittografato con una chiave
privata che abbiamo fornito alla Cassazione per garantire la privacy
dei sottoscrittori.

Siamo esclusi per non aver rispettato la ‘burocrazia dei pezzi di
carta’ non per aver violato la sostanza della legge sulle
sottoscrizioni, come peraltro afferma la sentenza. In effetti, visto lo
stato di cose, solo la nostra documentazione è inattaccabile, a prova
di qualsiasi manomissione e immediatamente verificabile attraverso i
sistemi di distribuzione delle chiavi pubbliche esistenti su Internet.
Non c’è bisogno di assoldare ladri informatici che penetrino nei
computer dell’anagrafe perché chiunque possa verificare la veridicità
di quelle firme. Di quanti altri partiti possiamo essere così sicuri?”

“È grave l’esclusione del Partito GNU/CLD, perché mentre c’è una
generale acquiescenza sul fatto che tutti hanno compiuto irregolarità
sulle firme qui di una cosa siamo sicuri: le firme ci sono e sono vere!
Questi hanno diritto di partecipare alle elezioni. – ha detto
Emmanuele Somma, fondatore e direttore di Linux Magazine, – La risposta
della Comunità Linux in Italia non si è fatta attendere ed ha superato
i confini nazionali avendo coinvolto persino Linus Torvalds, il papà di
Linux, e Richard Stallman, il fondatore del Movimento del Software
Libero.”

Infatti sostenitori italiani del Software Libero hanno annunciato che
metteranno in atto un vasto digiuno a staffetta per richiedere che le
autorità modifichino la legge elettorale che permette la presentazione
di liste con firme probabilmente false e non permette quella con firme
sicuramente vere. A sostegno di questa posizione si è espresso Linus
Torvalds che ha rilanciato annunciando che prenderà in considerazione
un “digiuno del sorgente” chiedendo a tutti gli sviluppatori Open
Source di astenersi dalla produzione di software, anche se questo
volesse dire fermare lo sviluppo del sistema più amato dagli
informatici.

“È inutile lavorare – dice Torvalds – se i politici continuano a
cincischiare con le loro firme fasulle. Si diano da fare o blocchiamo
tutto.” L’adesione allo sciopero sembra essere massiccia, nessun
programma è stato da allora aggiornato e non c’è stato più un rilascio
pubblico sui server CVS di distribuzione del software.

La notizia sta preoccupando l’industria informatica e Sam Palmisano, ex
Presidente di IBM fautore della scelta di Big Blue verso Linux e il
Software Libero, si è detto disponibile a ricoprire il ruolo di
mediatore nei confronti del Governo Italiano e in particolare verso il
suo amico Lucio Stanca, ex direttore IBM in Italia ed attualmente
Ministro dell’Innovazione.

Intanto un gruppo di investitori che vuole rimanere segreto ha
finanziato una singolare l’iniziativa di Richiard Stallman, che era
stato presentato come candidato alla presidenza del Lazio dalla lista
esclusa. Come estremo atto di condivisione Stallman distribuirà birra
gratis per tutti all’ingresso dei seggi elettorali romani delle
prossime elezioni Regionali. “Così gli italiani finalmente capiranno
che vuol dire Software Libero”.

Gli esponenti di Microsoft, raggiunti telefonicamente, non hanno saputo
rilasciare commenti.

Categories: Humor

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