Per una rivoluzione del modello di acquisizione dell’informazione tecnica

Negli ultimi dieci anni le riviste tecniche ‘da edicola’ hanno subito una paurosa involuzione nella qualità dei loro contenuti ed è chiaro che mentre sempre più persone sono disposte a scrivere pezzi di qualità molto alta, non lo farebbero più per motivi meramente economici, ma lo farebbero per una forma o per l’altra sostanzialmente per “riconoscimento sociale”.

D’altro canto abbiamo potuto verificare che, al contrario, la presenza di un ‘premio economico’ alla realizzazione degli articoli finiva per costruire una selezione inversa sulla qualità degli autori, tranni casi particolari di autori che, indipendentemente dalla presenza (o dall’assenza) di remunerazione, hanno sempre mantenuto un livello di professionalità legato alla propria passione nella programmazione e nella scrittura.

E’ venuto il momento di cambiare l’approccio all’acquisizione degli articoli, per quanto complicata e dolorosa questa cosa possa essere all’inizio.

Bisogna aumentare sensibilmente la quantità di collaborazioni, incentivando l’apertura nei confronti delle voci ‘esterne’ a quelle solitamente coinvolte nelle pagine delle riviste, rendere aperto e trasparente, e per quanto possibile ‘automatico’ il processo editoriale.

E’ necessario coinvolgere quanti per passione hanno mostrato di saper e voler fare, impiegare sostanziali risorse a migliorare la qualità editorale di queste proposte esterne. Esistono contributi che bisogna andare a scovare nelle decine di siti dedicati alla programmazione che, proprio per il fatto di essere su Internet, finiscono per essere nascosti dalla quantità d’informazione che è necessario estrarre perché di qualità assolutamente superiore e di interesse comune.

Bisogna fare in modo che il contenuto informativo delle riviste si sostenga tramite le contribuzioni volontarie. Quale che sia il motivo per cui queste contribuzioni volontarie arrivino può non interessarci, senza dubbio il nostro lavoro è scovare quegli autori che producono (possono produrre o vogliono produrre) informazione nell’ambito di un proprio modello di business individuale che NON prevede la remunerazione di questa informazione.

Può sembrare paradossale ma sono almeno dieci anni che verifichiamo che quando ciò avviene otteniamo articoli qualitativamente superiori. Il nostro massimo impegno deve essere nel permettere a queste persone di ottenere maggiore diffusione (soprattutto in termini qualitativi) senza che loro debbano faro altro sforzo che non produrre l’informazione.

Non inventiamo nulla: è lo stesso modello su cui si basa l’editoria scientifica e sono certo che esiste ormai la ‘massa critica’ per adottarlo a livello di mercato professionale

Categories: Varie

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