Microsoft e la teoria economica della sicurezza tecnica

E’ un po’ paradossale, ma è. E tanto basta per considerarlo.

Il fatto: Microsoft dice di aver trovato dei notevoli buchi di sicurezza nell’esecuzione di Windows Vista se eseguito in una ambiente virtuale. E di conseguenza ha levato dall’accordo di licenza delle versioni meno costose di Vista (Home e Basic) la possibilità di essere eseguite, legalmente, nelle macchine vituali (ad esempio nei sistemi basati su Linux o Mac Os X).

E che c’azzecca? I problemi di sicurezza nell’esecuzione virtuale di Vista ci sono pari pari anche con le costose versioni Ultimate e Business. E da quando in qua si è mai visto che pretendere un prezzo più alto per l’utente legale dissuaderebbe gli eventuali attaccanti o migliorerebbe le debolezze di sicurezza?

E’ un discorso balordo che trova la sua giustificazione nell’emorragia di utenti che stanno passando a Linux o Mac e che così avrebbero potuto eseguire a basso costo Windows nelle macchine virtuali.

Paradossale è che si invochi un problema di sicurezza. Bill a chi vuoi dargliela a bere…

Ma poi… gli utenti Home di Windows no, ma quelli professionali, invece, quelli il malware infetto possono tenerselo. Dopo aver orgogliosamente pagato tanto.

Alla fine un po’ di giustizia:

Se hai pagato tanto e virtualizzi… puoi essere affetto da un problema di sicurezza, ma legalmente.

Se paghi poco e virtualizzi illegalmente… sarai afflitto dallo stesso problema.

Accidenti… se non paghi proprio e virtualizzi Linux invece che Vista, non hai il problema e sei legale.

L’ho sempre detto: non c’è bisogno di far pubblicità a Linux, basta farla fare a Microsoft sui propri prodotti.

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