Per i giovani programmatori del mondo!

Il grido della ribellione che lanciamo qui, nel quale piantiamo fermamente i nostri ideali accanto a quelli dei pittori Futuristi, non proviene da una chiesuola estetica, ma, al contrario, esprime il violento desiderio che ribolle oggi nelle vene di ogni programmatore creativo.

Noi vogliamo combattere ad oltranza contro la religione fanatica, incosciente e snobistica del passato, alimentata dall’esistenza nefasta delle riviste accademiche. Ci ribelliamo contro l’ammirazione pigramente supina per i vecchi sistemi operativi, i vecchi linguaggi,  le norme arcaiche, e contro l’entusiasmo per tutto ciò che è pieno di bachi, è marcio con il codice borioso e nutrito dall’obsolescenza. Noi giudichiamo ingiusto —criminale addirittura— il disprezzo abituale per i programmi costruiti in modo diverso ed originale, nuovi e palpitanti di vita.

Compagni! Noi annunziamo anche a voi che il progresso trionfante nelle altre scienze ha portato, in tutta l’umanità, cambiamenti così profondi da tracciare un abisso tra il passato e noi creature libere saldamente fiduciosi nella radiosa magnificenza del futuro.

Noi siamo nauseati dalla pigrizia vile che, fin dal 1970, ha lasciato i nostri programmatori sopravvivere solo attraverso una riprogrammazione incessante delle glorie del passato.

Per i professionisti di altre discipline, la programmazione è ancora una terra di morti, un’immensa Pompei biancheggiante di sepolcri. Ma la programmazione sta rinascendo, e sulla scia del suo risorgimento politico è in corso una rinascita intellettuale. Nelle autostrade delle nostre città brulicanti, i pistoni delle nostre automobili vengono sparati dalla scintilla di microprocessori. Nella terra dei pantofolai, i computer controllano gli apparecchi della nostra esistenza quotidiana. Nei campi della tecnologia tradizionale si è colpiti oggi da un nuovo slancio, da folgoranti ispirazioni per qualcosa di assolutamente nuovo.

Solo questa programmazione è fondamentale quando trova i propri elementi nelle persone che la utilizzano. I nostri antenati trassero materia per la loro programmazione dall’atmosfera religiosa che opprimeva i loro programmi. Ora dobbiamo trarre ispirazione dai tangibili miracoli della vita contemporanea, dai lettori portatili che portano la musica digitale alle masse, dagli aerei supersonici che raggiungono la velocità di volo attraverso la leggerezza di peso, i televisori portatili che sono disponibili in tutto il mondo e si accendono in tempi inferiori rispetto a qualsiasi sistema informatico, dalla lotta convulsa per la conquista dell’ignoto. Quindi, come possiamo rimanere indifferenti alla frenetica attività delle grandi città, alla tutta nuova psicologia di programmazione che prende il volo solo dopo il tramonto, alle figure febbrili del viveur, della cocotte, dell’hacker, dei tossicodipendenti al caffè?

Volendo noi pure contribuire al necessario rinnovamento rinnovamento di tutte le espressioni di programmazione, abbiamo risolutamente dichiarato guerra contro tutti quei programmatori e contro tutte quelle istituzioni che, comunque mascherati da pseudo-modernità, rimangono impantanati nella tradizione, nell’accademismo, nella loro ripugnante pigrizia mentale.

Noi denunciamo al disprezzo dei giovani tutta quella canaglia incosciente che nella Computer Science applaude a una stomachevole rifioritura di classicismo rammollito; che a nel MIT esalta dei nevrotici cultori dei sistemi a finestre trasparenti in rete —arcaismo ermafrodito; che nelle aziende informatiche rimunera una pedestre e cieca manualità settantaquattresca; che a Berkeley incensa una programmazione da funzionari governativi in pensione, e nell’IBM glorifica un farraginoso patinume da alchimisti fossilizzati!

Insorgiamo, insomma, contro la superficialità, la banalità e la facilità bottegaia e cialtrona che rendono profondamente spregevole la maggior parte dei programmatori rispettati di ogni regione della Silicon Valley.

Via, dunque, restauratori prezzolati di vecchi programmi! Via, archeologhi affetti da necrofilia cronica! Via, dirigenti, compiacenti lenoni! Via, accademici gottosi, professori ubbriaconi e ignoranti! Via! Domandate a questi sacerdoti del vero culto, a questi depositari delle leggi estetiche, dove siano oggi le opere di Henry Massalin; domandate loro perché i loro sistemi operativi ufficiali non si accorgano dell’esistenza del codice auto-modificante; domandate loro dove sia apprezzata l’arte dell’interfaccia utente per il suo giusto valore!…E chi si cura di pensare ai programmatori che non hanno vent’anni di lotte e di sofferenze, ma che pur vanno preparando opere destinate ad onorare la patria? Hanno ben altri interessi da difendere, i critici pagati! Le mostre i cartelli d’imprese, e i dipartimenti superficiali e non mai disinteressati condannano l’arte della programmazione all’ignominia di una vera prostituzione! E che diremo degli “esperti”? Suvvia! Finiamola, cogli Agilisti, cogl’Estensibilisti, coi Toolkettari, coi Libreristi!…Li abbiamo sopportati abbastanza, tutti codesti impotenti programmatori di software da villeggiatura! Finiamola con gli sfregiatori di spazio disco che ingombrano i computer e profanano le nostre memorie veloci come la luce! Finiamola con l’architettura affaristica degli appaltatori di codice prefabbricato! Finiamola coi decoratori di codice da strapazzo, coi falsificatori di tecnologie, coi maestri di software cosmetologico che si offrono al migliore offerente e coi manager sciatti e balordi! Ed ecco le nostre conclusioni recise: Con questa entusiastica adesione al futurismo, noi ci proponiamo:

  • di distruggere il culto del passato, l’ossessione con tutto le cose vecchie, la pedanteria accademica e il formalismo
  • di lanciare il nostro profondo disprezzo su ogni ultima forma di imitazione
  • di esaltare ogni forma di originalità, anche se temeraria, anche se violentissima
  • di sopportare con coraggio e con orgoglio il marchio della “follia”, con cui cercano di imbavagliare tutti gli innovatori
  • di guardare agli “scienziati informatici” allo stesso tempo come inutili e pericolosi
  • di ribellarsi contro la tirannia delle parole come “estensibile” “riutilizzabili”, espressioni così elastiche che con grande semplicità possono essere utilizzate per demolire l’arte di Atkinson, Baumgart e Deutsch
  • di spazzare fuori dal campo mentale di programmazione tutti i temi e soggetti già sfruttati
  • di esaltare e magnificare la vita moderna, incessantemente e tumultuosamente trasformata dalla scienza trionfante

Lasciate che i morti siano seppelliti nelle viscere più profonde della terra! Lasciate che la soglia del futuro sia ripulita dalle mummie!

Largo ai giovani, ai violenti, ai testardi!

Pittore Umberto Boccioni (Milano)
Programmatore Paul Haeberli (Menlo Park)
Programmatore Bruce Karsh (Los Altos)
Programmatore Ron Fischer (San Francisco)
Programmatore Peter Broadwell (Santa Cruz)
Programmatore Tim Wicinski (Mountain View)

15 giugno 1991

Questo manifesto si basa su:
U. Boccioni. Il Manifesto del Futurismo Pittori. Febbraio 1910.
Dal libro di:
E. Coen. Umberto Boccioni. Abrams, 1988.

 

Da “The Manifesto of the Futurist Programmers”

 

Riferimenti:

  1. Manifesto tecnico dei Futuristi di Umberto Boccioni

10/10/2014 by admin | No comments

 

Da una riduzione di questo racconto è stata tratta la trasmissione VoiSieteQui - BASEBALL in onda su Radio24 il 9 Dicembre 2013 (clicca l'immagine per sentirla)

Da una riduzione di questo racconto è stata tratta la trasmissione VoiSieteQui – BASEBALL in onda su Radio24 il 9 Dicembre 2013 (clicca l’immagine per sentirla)

IO: hanno perso

LEI: chi?
l’arsenal?

IO: no Sofia, mia figlia con Orsetta e le sue girls della pallavolo

LEI: uff
hanno rigiocato?

IO: sì…
hanno perso 3 a 0
sono delle schiappe
(a me fa piacere)

LEI: perché ti fa piacere?

IO: perché così impara a perdere…

LEI: ah ok..

IO: t’ho mai raccontato del campionato di baseball?

LEI: no

IO: aah-a

LEI: tuo?

IO: io “militavo” in una squadra di baseball

LEI: ah si?

IO: avevo 12 anni forse meno, ero uno scricciolo

LEI: baseball di avellino… famoso

IO: sì 12 anni
ecco, avellino mbé?
avellino… che non lo sai…
c’ha la base Nato…
a Montevergine…
avevamo anche le divise…
erano delle sorte di kimono bianchi
coi pantaloni lunghi troppo corti
e a zampa
da noi si dice: a zompafuosso…

(NDR dicesi A zompafuosso. traduzione: (A salta fosso). di pantaloni rimasti troppo corti a seguito dello sviluppo del proprietario.)

LEI: mi sa che questa cosa non si risolve senza una metafora sportiva eh?!?!

IO: di un cotone che pungeva

LEI: un saio praticamente

IO: brava,solo la casacca a maniche corte
e sotto delle magliette a maniche lunghe
magliette orribili
a strisce verticali verdi e rosse
un pugno nello stomaco
e un calcio altrove

LEI: ho capito
senza un minimo di gusto non ti permetto di andare avanti?

IO: sembravamo dei pulcinella idioti
fissati per la ternana

LEI: è questa la logica?
eh?!??

IO: col guantone e la mazza…
insomma ci iscrivemmo al campionato
under 14
esiste un solo campionato under 14 in italia

LEI: ok, ho capito… ascolto la storia

IO: che fortunatamente è suddiviso
in nord e sud
sulle isole non si gioca a baseball
insomma facemmo 6 partite.
napoli, bari, salerno, teramo, anzio e nettuno
l’allenatore ci caricava in macchina
e ci portava in trasferta
a pensarci nessuno veniva ad avellino
che sarebbero mai dovuti venire a fare ad avellino loro
è una città così brutta che è meglio giocare sempre in trasferta

LEI: ok

IO: anzio e nettuno sono le squadre più forti del mondo

LEI: si sa
dopo la seconda guerra mondiale qualche gene è rimasto lì

IO: i suoi under 14 se la battono con le prime squadre di cincinnati…
eh sì… ma poi ci stanno le basi
insomma… facemmo 6 partite…
sommammo circa 400 punti…
di perdita
30 a zero
45 a zero
38 a zero
e così via
ultima parita
ad anzio
under 14
ma erano dei mastodonti
avevano tutti 14 anni meno un giorno

ok, a questo punto stiamo perdendo 69 a 0

LEI: ehhee

IO: 69 capisci…

LEI: quasi 70

IO: non hai nemmeno il tempo di farli 69 punti in una partita
diamine… stai là sempre a girare in tondo…
ma che sfizio ci trovi?!?
E basta!
gestisci il vantaggio…
che mi fai la volata…
pure per cortesia verso gli ospiti…
Dai…
è volgare…

LEI: ahahahahah

IO: nono inning
siamo in battuta
due dei nostri già out
l’allenatore
mi mette in battuta
a me!
In battuta!
Io non so neppure cos’è una battuta…
Io sono un esterno destro…
ma sono più esterno che destro
cioè, sono così esterno che
sto sempre fuori dal campo
in panchina
e invece
l’allenatore mi mette in battuta
a me?
ma che sei scemo?
“Dai vai” mi dice “Forza!”
Ma non ci crede… si vede…
Perché mi devi far piangere ora…
arrivo sul diamante
la casa base
e aspetto
e…
strike uno
mi passa oltre senza che la vedo
poi ball, ha tirato male lui troppo lontano
poi ball
meno male… secondo me il lanciatore s’è stufato e mi vuole mettere in prima base… a quattro ball succede così
invece no
strike due, al terzo strike sono fuori
ecco… ancora ball
io non ho nemmeno mosso la mazza fino a quel punto
e lui lancia ancora…
io rimango immobile…
manco per fare a vedere…
in compenso quando il lanciatore lancia io chiudo gli occhi
mah… non si sa mai…
tante volte mi colpisce con la palla, penalità…
e finisco in prima base…
eccolo…
ora lui lancia
lo vedo…
ha il braccio dietro che carica…
fa la torsione..
tira fuori la palla dal guantone
e io chiudo gli occhi
che devo fare?
non sono uno coraggioso io…
e…
sento distintamente il rumore della palla che arriva…
non si sa che cosa nell’universo
muove la mia mazza
io ho gli occhi chiusi
Sccccctttttaaaakkkk
sento un boato
l’intero stadio che urla
tutti urlano
io letteralmente me la faccio sotto
poi apro gli occhi

LEI: ?

IO: e la palla
va
va
va
vola
supera il lanciatore
va dritta sopra la seconda base
i due esterni convergono
al centro
ma lei, la palla, va
in alto
lontano
lontano
lontano
supera la recinzione
è un fuori-campo
a quel punto…
…sono oltre la paura
cosa devo fare ora?
non esiste nell’universo che
io faccio un fuori-campo
che faccio ora?
cosa si fa quando uno fa un fuori campo?
ditemelo!!!
tutti urlano
ma che mi urlate?!?
ditemi che devo fare…
sento dell’umidità nella tuta da pulcinella idiota coi calzoni a zompafuosso…
che vergogna..
ecco
Ah…
me lo ricorda l’allenatore…
dell’altra squadra…

LEI: ahahaha

IO: si avvicina e mi urla…
urla come un pazzo….
COOORRRIIII
CAAAZZZOOOO
COOOORRRRIIIII
la palla è lì in aria…
sembra ferma
ma va sicuramente fuori campo
un vero giocatore
adesso corre
e quindi lui urla
COOORRRRIIIII
e io?
mi prendo paura e corro
corro come un forsennato
corro
corro
corro

verso il centro del campo corro…
corro verso il lanciatore
invece che verso la base
dritto verso il lanciatore corro
tutti urlano…
tutti
amici nemici passanti
italiani
americani
bianchi
neri
ma che minchia mi urlate?!?
dicono il mio nome…

LEI: Emmanuele!!!

IO: e
non si capisce una mazza…
ma che vogliono?!?
il lanciatore mi viene incontro…
e mi urla
LA’
LA’

LEI: un casino che ad Anzio non avevano mai visto

IO: mi viene vicino, stende un braccio e urla
COGLIONE!!! DEVI CORRERE IN BASE
Mi dice proprio così
COGLIONE

LEI: ah ecco

IO: ma chi ti conosce?!?
Ma che faremo il militare assieme noi?
Ma chi sei?
Lui ripete:
COGLIOOOONE!!!!

LEI: e tu ti sei sentito chiamato in causa

IO: eh… già
allora mi giro
e corro in prima base
più forte che posso
sbatto la zampa sul sacco a terra…
e poi corro in seconda base
più forte che posso
e poi corro in terza base
più forte che posso
e poi…
ma che cazzo mi corro?!?
io…
ho…
fatto…
un…
fuoricampo!!!!
SONO LORO DEVONO ASPETTARE ME: ORA!
e allora me ne vado lentissimo
lentissimo
a casa base
e tutti urlano…
io saluto…
alzo le braccia…
io rido…
loro ridono..
si divertono…
battono le mani…
urlano il mio nome…
tutti…
quelli di anzio pure…
pure l’altra squadra
mi batte le mani…
e sono contenti…
io non capisco…
(quantomeno però non mi vogliono menare)
Il ricevitore s’è levato la maschera
e mi applaude
anche l’arbitro mi
applaude
sono contenti
tutti applaudono
Abbiamo fatto un punto!!!
il primo punto!!!
l’unico punto della partita!!

LEI: in 6 partite

IO: l’unico punto della stagione
anzi l’unico punto della mia vita
che fiiigo!
E…
…in quel momento ho pensato una cosa
l’ho pensata seriamente
che uno dice: “no non è vero
non puoi averla pensata
te lo ricordi così ma non è vero”
no, ti giuro
io
l’ho pensata
avevo 12 anni
e l’ho pensata così questa
cosa
.
Camminavo verso casa base
e pensavo
“Bene! Ora posso smettere.
basta col baseball.
Quando sei un campione
devi smettere all’apice del successo!”

LEI: beh.. si

IO: tu non hai idea
io mi porto ancora dentro questa cosa

LEI: ma che bella storia

IO: ho fatto un punto con un fuori campo all’Anzio
mi hanno festeggiato TUTTI
i ragazzi dell’Anzio anche
abbiamo fatto festa
all’americana…
col burro di arachidi
e la coca cola
che ne porto ancora
le cicatrici nell’intestino tenue
e io ero amico di tutti
e di alcuni di Anzio sono rimasto amico
con uno ci ho fatto pure il militare
poi, veramente.
Cioè, io ho fatto il servizio civile.

LEI: e tutta sta cosa è un punto? bel gioco il baseball
che figata
che bella storia
è una storia bellissima

IO: sempre 69 a 1 abbiamo perso eh

LEI: eh certo

IO: ma i pulcinella hanno fatto un punto
IO HO FATTO UN PUNTO
che poi quando mi chiedevano…

LEI: ^__^

IO: come hai fatto?
io mica gli potevo dire
che avevo gli occhi chiusi
e sbamm la palla ha colpito la mazza e zzzack quella è andata da sola fuoricampo

sai quante ne ho dette…
che in confronto il computer dell’Apollo 11
ha fatto certamente meno conti di quanti io ho detto
di averne fatti

ah…
però
ho rotto la mazza…
anche

LEI: azz
pure?

IO: capita…

LEI: e che forza tenevi?

IO: noooo…
le mazze da baseball
sono fatte in modo che il punto
di rottura
è indicato da un bollo colorato
di solito la marca della mazza
impressa a colori
ecco

LEI: ah si?

IO: tu non devi battere
tu non devi
mai
mai
mai battere da quella parte

LEI: a, quindi lo sai
ok

IO: mai da quella parte
MAI da QUELLA parte

LEI: proprio li
certo

IO: senno la mazza si rompe
basta guardare la mazza
e girarla un po’
ecco
basta guardarla
con gli occhi aperti
ma… cioè… se non ce li hai aperti…
e io l’ho rotta

LEI: appunto

IO: ma che mi frega!
l’allenatore nemmeno me l’ha fatta ripagare…
Sabatino si chiamava…

LEI: come mai mi hai raccontato questa storia?

IO: era architetto, l’allenatore dico

LEI: ahahahha

IO: eccomi
non lo so
ho pensato a mia figlia Sofia
al fatto che perdeva…
ora la storia è bella
ma noi perdevamo sempre
e in realtà

LEI: si

IO: abbiamo perso anche quella volta
però eravamo felicissimi
di aver fatto almeno un punto
forse proprio da quel momento
è cambiato qualcosa in me e ho iniziato a capire
che potevo fare qualcosa di buono
nella vita
anche in una situazione negativa
anche con pochi mezzi
vedessi le divise dell’Anzio…
i bordini d’oro

LEI: aaahh
ahahahah
sboroni

IO: ma sboronissimi
il mondo è così
hai la divisa d’oro
e fai 69 cazzo di fottuti punti
ma quello che vale..
quello che… veramente vale
per tutti
è un punto, quel punto,
fatto da un pulcinella
piscialletto
con la canottiera
della Ternana.

È così…

Tags:

San_valentino San Valentino, al secolo Valentino da Interamna, è venerato come santo da tutte le chiese che ammettono il culto dei santi, quella cattolica, quella ortodossa e in sovrapprezzo pure quella anglicana, per quello che conta.

Diciamo che appare un tantinello paradossale che sia diventato il patrono di una ciurma di fornicatori spendaccioni senza un minimo di talento né un’idea originale: cioè gli innamorati. Di certo ha avuto quello che si merita. Per la sola idea di aver inculcato nella testolina vuota di tante gentili appartenenti al sesso debole, che poi uno si chiede debole di che se non di comprendonio, venne ucciso, ma non prima di essere torturato ben bene, rosolato, spellato, punzecchiato e pure un po’ lardellato sembra, e lì mi ci sarei divertito pure io un po’, ma poi da morto pure decapitato nottetempo e per non saper né leggere né scrivere i suoi discepoli Proculo, Efebo e Apollonio che ebbero l’ardire di dargli sepoltura vennero a loro volta martirizzati, e i loro discepoli martirizzati e via dicendo in un infinita ricorsiva serie di martiri giù giù fino a quei poveri idioti che fino ad oggi si trascinano come tanti beoti alla ricerca del “presente”, vero tempo perduto, per cui madeleine della memoria sono sedici cifre della Visa o il pin del Bancomat.

Capiamoci, all’età dei ventuno quello era già Vescovo, diciamo che pure la legge sulla pedofilia avrebbe chiuso un occhio per lui. Prima passa da Roma per predicare bene il Vangelo e razzolar male con le signore del luogo. Com’è, come non è… ne fa una sorta di religione tutta sua. Qualcosa tipo il bunga bunga ante litteram. Si sparge la voce e l’imperatore Claudio II gli girano, gli intima di smettere. Quello gli fa vedere come butta, e Claudio lo grazia lo pone sotto il proprio diretto controllo, diciamo una sorta di Lele Mora del tempo. Vabbé poi Aureliano lo arresta, lo fa flagellare, gli frega le escort e alla fine lo fa fuori. Crepa a 97 anni e senza neppure il Viagra, per chi s’illude oggi.

Capitolo reliquie. Si contano di questo farabutto: due tibie (una a Terni e l’altra a Ozieri), quattro costole (Terni, Molteno, Lecce e Mirano), una quantità quasi non numerabile di falangi e falangette distribuite un po’ su tutto il globo terracqueo e soprattutto un paio di prepuzi. Un paio. Vabbé e quello per questo è un santo.

Quanto a miracoli non è che sta messo benissimo, la Chiesa ne conta solo due, il minimo sindacale per la santificazione. Uno è che sembra che ridette la vista ad una cieca che era la figlia del suo carceriere la notte prima di venir decapitato. Dopo nove mesi però nacque un bel bambino. E lui aveva 97 anni. Ora non si sa bene quale dei due era un miracolo. Il secondo miracolo però è quello più cogente. Viene dalla California. Due ragazzi si stavano menando, passa lui gli mette una rosa in mano a tutti e due e quei due lo guardano, guardano la rosa, poi riguardano lui, poi si guardano tra di loro… e iniziano a menarlo. Cosa c’è di miracoloso in questo? Non si sa, fatto sta che dopo a San Francisco ammisero i matrimoni gay. E questo ha un certo valore in sé, sebbene la Chiesa ancora fatica a capirlo.

Esiste pure un terzo miracolo in verità. Ma non è ufficialmente conteggiato. Però è bello. Valentino, già vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino: l’unione era ostacolata dai genitori di lei ma, vinta la resistenza di questi, si scoprì che la giovane era gravemente malata. Il centurione chiamò Valentino al capezzale della giovane morente e gli chiese di non essere mai più separato dall’amata: il santo vescovo lo battezzò e quindi lo unì in matrimonio a Serapia, dopo di che morirono entrambi. Che è proprio uno di quei miracoli fatti bene bene. Che uno dice “vissero felici e contenti”… Vissero, oddio…

Alla fin fine, San Valentino era proprio una persona poco raccomandabile, fuori di testa, perennemente infoiato e un malfattore di prim’ordine. Perfetto per fare il santo, e giusto giusto per fare il protettore degli innamorati.

 

Il Commento di Mumon 

Per maestroggiare lo Zen, si deve oltrepassare la barriera dei patriarchi. Per ottenere questa sottile realizzazione, bisogna completamente modificare la Via di pensare.
Se non si oltrepassa la barriera, e non si elimina il vecchio modo di pensare, allora si sarà come un fantasma che si aggrappa ai cespugli ed alle erbacce.
Ora, io voglio chiedervi, qual’è la barriera dei patriarchi?
E’ questa sola parola, “Mu”(vacuità).
Perché quella è la ante-porta per lo Zen.
E quindi essa è chiamata il “Mumonkan dello Zen.”
Se passate attraverso di essa, voi non solo vedrete Jõshû faccia a faccia, ma andrete anche di pari passo coi successivi patriarchi, arricciando le vostre sopracciglia con loro, vedendo con gli stessi occhi, sentendo con gli stessi orecchi. Non è una prospettiva deliziosa?
Non gradireste oltrepassare questa barriera?

Se l’ambiente in cui vuoi calare le tue innovazioni è senza speranza non puoi risollevarlo dandogli un’app.

I problemi che devi risolvere non sono tecnologici, sono umani. E non stanno nelle componenti tecniche che hanno “realizzato” sistemi informatici troppo complessi e poco fruibili, terrorizzati alla sola idea di scambiare dati con altri e che impediscono ogni interoperabilità per fasulle esigenze di sicurezza. Il problema sta in quelle componenti umane che ne sono i mandanti.

Devi riformare l’unità al carbonio prima di quella al silicio.

Sembra che Dropbox faccia un sacco di soldi basandosi su uno stack completamente open-source

Qualcuno si chiede se è “etico”. In fondo Dropbox fa una grande quantità di soldi con il lavoro, forse ampiamente sottopagato, di alcuni.

Vabbé… al di là di una visione romantica o pure politicizzata del software libero c’è di fatto che è un modello di business. A mio avviso né più né meno etico di quello proprietario. Solo più efficiente. Economicamente efficiente.

Tutto il resto sono chiacchiere. Che hanno una certa importanza secondo i contesti, ma non hanno un vero valore fondante.

Quindi alla domanda se sia ‘etico’ usare un ‘common’ per fare un lucro privato ha più o meno senso di chiedersi quanto sia ‘etico’ fare un lucro su forme di schiavitù personali in base ad un contratto di lavoro di stampo ottocentesco.

Un giorno forse considereremo le limitazioni a cui come lavoratori siamo sottoposti comunemente, come una palese violazione di diritti fondamentali dell’individuo.

Oggi consideriamo il trattamento dei ragazzini nelle miniere inglesi dell’ottocento ben al là dei limiti ‘eticamente’ sopportabili dell’inumanità.

Quindi, attenzione a tirar fuori l’argomento etico (sia da un lato che dall’altro), perché è facile farselo ritorcere contro.

Viene difficile però non sostenere entusiasticamente l’aspetto estetico della realizzazione e quindi dell’uso del software libero come sostegno al talento individuale. Fare software è una performing art molto delicata e usarlo è una forma di mecenatismo.

Ecco… questo mi piace.

Messa a letto la bimba.

Io ieri sera, non potendo essere con voi nel corpo, vi ho pensato.

E mi sono fatto una mezzoretta di LSD.

Poetico.

Forse.

Emmanuele

L.S.D. Poetico
————–

L.S.D. sta per letteratura semi-definizionale [ cfr. OULIPO - La
letteratura potenziale (Creazioni Ri-creazioni Ricreazioni) a cura di
Ruggero Campagnoli e Yves Hersant (1985) Editrice CLUEB Bologna ].

Forse.

La frase di partenza è:

“A Bertinoro un gruppo di indisciplinati studenti fecero nottate
sfrenate e divertenti”

Le definizioni sono desunte da “Dizionario della lingua italiana” di
Devoto-Oli (1995) Ed. Le Monnier

* Definizioni della prima iterazione

(A) Bertinoro (un) gruppo (di) indisciplinati studenti (fecero) nottate
sfrenate (e) divertenti

A questo punto si estraggono le definizioni delle parole scelte

BERTINORO       Storico centro abitato nelle colline della Romagna (aggiunta)
GRUPPO          Insieme individuato da una propria configurazione o fisionomia
INDISCIPLINATO  Insofferente o noncurante di qualsiasi norma disciplinare
STUDENTE        Iscritto ad un corso regolare di studi o a una facoltà
universitaria
NOTTATA         La durata di una notte, soprattutto con riferimento alle
condizioni atmosferiche
SFRENATO        Privo di ogni controllo, ritegno o moderazioni
DIVERTENTE      Piacevomente interessante

E con queste si tenta la realizzazione di una poesia

* Risultato della prima iterazione

Nello storico centro non lontano dal mare
l’insieme definito dalla sua configurazione
stette, insofferente di ogni norma, noncurante
pur se iscritto a un corso regolare

Per tutta la notte che dura quanto un regno
per quest’atmosfera che non solo io sento
chi più non si controlla, ha moderazione o ritegno
passa questo tempo in piacevole interessamento

* Definizioni della seconda iterazione

Si itera il procedimento e dal risultato precedente si ricercano le
seguenti definizioni:

STORICO         Destinato a rimanere memorabile o avere notevoli conseguenze sul
futuro
CENTRO          il punto dell’asse ottico per il quale ogni raggio passa senza
subire deviazione
LONTANO         Separato da una notevole distanza
Esteso nello spazio e nel tempo
MARE            Simbolo di quantità incommensurabile
INSIEME         Compagnia o convivenza
Oggetto di una visione o considerazione complessiva
DEFINITO        Determinato fissando limiti
CONFIGURAZIONE  Posizione della Luna rispetto alla Terra e al Sole
INSOFFERENTE    Suscettibile e dominato da impazienza
NORMA           Singolo precetto morale
Moda di una serie che compare il massimo numero di volte
NONCURANTE      Colpevole di inosservanza delle regole elementari imposte dal
dovere
ISCRITTO        Chiunque faccia con continuità parte di una istituzione
CORSO           Movimento regolare e continuo
Circolazione legale della moneta corrente
REGOLARE        Conforme a norma regolamentare
NOTTE           L’intervallo di tempo tra il tramontare e il sorgere del Sole
DURA            Prolungata oltre il consueto e il previsto
REGNO           L’ambito in cui si esercita il potere di una divinità
ATMOSFERA       Unità di misura della pressione ottenibile con una bottiglia di
brandy
SENTIRE         Il contenuto affettivo ed etico dell’animo
CONTROLLARE     Esaminare accuratamente
MODERAZIONE     Atteggiamento di misura e temperanza
RITEGNO         Quanto tende a contenere un movimento
TEMPO           Organizza la mobile continuità di stati delle vicende umani
PIACEVOLE       Sereno, ben disposto
INTERESSAMENTO  Premura cortese e affettuosa

* Risultato della seconda iterazione

[ Egloga del punto beone ]

Punto! Che rimaner memorabile è suo destino,
laddove raggio passa senza deviazione
esteso nello spazio e nel tempo distante
incommensurabile quantità simboleggiante.

Considerato oggetto di complessiva visione
determinato tra limiti fissati, suole
posizionarsi in mezzo a Terra e Sole
come suscettibile Luna (o altro gnomone)

Singola morale dei precetti scolari
Su mode seriali, comparse troppe volte
colpevole e inosservante, le elementari
regole imposte dal dovere sono molte.

Partecipa con continuità all’istituzione,
con movimento continuo e regolare
della moneta corrente la circolazione
conformemente a norma regolamentare.

Tra il tramontare e il sorgere dell’astro
Un intervallo lungo oltre il previsto,
cui ambito, ambìto, ancora eserciterà
il potere di Nostra Signora Divinità.

Alticcio (di pressione) unitario e misurato
dovuto questo al liquor con etichetta nera
nel contenuto etilico affettivo della sera
di quest’animo accuratamente esaminato

Questa è la mobile continuità dei lati
delle vicende umani suddivise in stati
serenamente disposti a mescere il vino
affettuosi e cortesi, per fare a… modino.

keywords: spam, disguido, errore, sollecitato, aiuto!!!, provvedete, apocalisse, gabibbo, ridere

Ci vorrebbe una proposta di legge per bloccare le mailing-list!

Sì. Ci vorrebbe proprio.

Ed in effetti in Italia, tra la proposta della Carlucci, quella di un D’Alia e un Barbareschi, manca solo questo.

È quello che devono aver pensato gli avvocati che frequentavano la mailing-list della cancelleria telematica toscana l’8 Ottobre 2009 quando si sono visti intasare le caselle email da un’ondata di spam.

Il tardo pomeriggio dell’8 Ottobre rimarrà per la Rete Italiana un giorno memorabile: il giorno della fantasia, del coraggio, della coscienza e del risveglio per una categoria che, sembra, abbia un gran bisogno di rendersi conto… in che mondo vive!

Tutto inizia alle ore 14.22 quando la Segreteria Organizzativa presso l’URP della Giunta della Regione Toscana ha l’ardire di spedire nella lista della Cancelleria Telematica di Firenze il seguente messaggio:

Gentile avvocato vorrei invitarla a partecipare al convegno che la
Regione Toscana ha organizzato all’interno della manifestazione
“Dire e FARE” per il 29/10/2009 alle ore 14:30 presso la fortezza da Basso-
Sala scherma. Durante il convegno il cui titolo è “La professione
forense tra innovazione e tecnologia: l’esperienza toscana” si
discuterà dell’esperienza della Regione Toscana in questa materia
cercando di raccogliere idee e proposte di miglioramento direttamente
dagli addetti ai lavori Il programma allegato a questa mail è
scaricabile anche all’indirizzo http://www.e.toscana.it

la partecipazione darà diritto a 4 crediti formativi

Per motivi organizzativi si prega di iscriversi utilizzando il
seguente indirizzo:

http://web.rete.toscana.it/iscrizioni/iscrizioniprivacy.php?ID=222

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria
organizzativa presso l’urp della giunta della Regione Toscana
tel:800-860070 mail:urp@regione.toscana.it

saluti
la segreteria organizzativa

È un semplice invito ad un convegno. Sì. Niente di strano. Ma se la rivoluzione americana è scoppiata su un party per il the, non può forse svilupparsi un perfetto plot per la commedia dell’arte italiana da un semplice invito ad un convegno?

Quello che avviene da questo momento in poi ha dell’incredibile. Hai voglia di dire che ‘solo in Italia certe cose possono succedere’ ma vederle accadere così, sotto i propri occhi, lascia di stucco.

Siamo un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di trasmigratori, ma no…, di navigatori, specie su Internet, no. Proprio no.

A questo punto devo chiedere al lettore di avere un po’ di pazienza e leggere, leggere fino in fondo quest’onda di testo. È lunga lo so, ma non poteva essere più corta, non avrebbe reso perfettamente l’idea. Riporterò in ordine cronologico TUTTI i messaggi. Tutti, con un effetto certamente esilarante: lo assicuro.

Alle 17 e 17 finalmente qualcuno risponde gentilmente alla mail dell’URP

Mi spiace molto ma la coincidenza con processo penale alla medesima
ora al tribunale di Grosseto mi impedisce di partecipare.
Grazie.
Saluti.
Avv. Tania Amarugi

Mai coincidenza fu più infausta.

La mailing-list è evidentemente configurata per ritrasmettere i messaggi ricevuti, peraltro in modalità anonima, facendoli cioè pervenire a tutti i partecipanti alla lista come se fossero stati spediti dalla lista stessa. Se l’avvocato non avesse firmato la sua mail non si sarebbe potuto risalire al proprio nome e d’altro canto non possiamo neppure essere sicuri se i nomi riportati siano veri. È una configurazione rara ma non impossibile, probabilmente errata in questo caso.

Passa ancora un quarto d’ora e in lista appare una nuova risposta:

Pp
Sent from my BlackBerry® wireless device

Cos’avrà voluto dire l’avvocato non si sa. Forse il messaggio è partito per errore. Noi però non possiamo proprio sapere chi è il mittente.

Chiosa: chi immagina che l’effetto comico del thread e senza dubbio quello tragico provenga da qualche risposta particolarmente intelligente e briosa, da qualche arguzia, di quelle tipiche del popolo toscano, la cui ruvida simpatia è un pregio da molti apprezzati, o dagli immancabili errori di ortografia rimarrà deluso perché forse non ha compreso proprio l’implacabile logica del problema. Ogni blip, preso a sé, non ha quasi alcunché di comico, ma messo tutto assieme in un’unica visione unificatrice l’effetto farsesco è assicurato: olismo e fave di fuca!

Dalle 17 e 45 inizia l’escalation. Tutti in risposta alla mail dell’Avv. Amarugi arrivano le seguenti:

Gent.le Collega
Ho ricevuto la Sua mail ma ritengo di non essere il destinatario.
Cordiali saluti
Avv. Leonardo Paterniti

e dopo ancora un quarto d’ora

Gent.ma Collega credo che abbia inviato a me per errore la mail in oggetto.
Avv. Mazzotta

La mailing-list è pubblica ed è, tuttora, visionabile su Internet ( http://www.liste.rete.toscana.it/pipermail/cancelleriatelematica/mail4.html ). Ciò non impedisce all’avvocato di apporre il proprio disclaimer:

AVVISO IMPORTANTE
Il testo e gli eventuali documenti trasmessi contengono informazioni
riservate al destinatario indicato. La presente corrispondenza è
confidenziale e la sua riservatezza è tutelata legalmente dal decreto
legislativo 196 del 30/06/2003 (codice di tutela della privacy). La
lettura, copia o altro uso non autorizzato o qualsiasi altra azione
derivante dalla conoscenza di queste informazioni sono rigorosamente
vietate. Qualora abbiate ricevuto questo documento per errore siete
cortesemente pregati di darne immediata comunicazione al mittente e di
provvedere, immediatamente, alla sua distruzione.

Ma perchè distruggerlo? Sarà uno dei messaggi di maggior successo. Otterrà decine di risposte. Dopo ancora 15 minuti veniamo raggiunti da:

Gentile Collega,
non sono il destinatario della Sua mail.
avv. Nunzio Salice – Firenze

Passa ancora un quarto d’ora e un raggio di luce inizia a permeare in tutto questo discorso:

Continuo a ri[ce]vere mail di colleghi su questo convegno; ci
deve essere un errore con il server della cancelleria telematica.
Avv. G. Durante

A questo punto le risposte iniziano ad incrociarsi. Un’altro anonimo risponde a Mazzotta:

Egregio Collega non ho inviato alcuna mail anzi pervengono a me risposte di colleghi alla cancelleria
saluti

Ed uno subito dopo risponde a Paterniti

Credo ci sia stato qualche problema con le mail.
Io sono Avv. Anna Boncompagni e non Tania Amarugi
Grazie

È bene sapere chi si è, ogni tanto. Le crisi d’identità sono in agguato.

In ritardo di quasi un’ora arriva un’altra risposta alla Amarugi

Ho ricevuto questa mail, credo erroneamente.
Cordiali Saluti.

Avv. Roberta Bernardini

e poco dopo

Gentile Collega ho ricevuta questa Sua mail che erroneamente, ha inviato al mio indirizzo.
Cordiali saluti,
Avv. Luca Degl’Innocenti

Non manca a questo punto qualcuno che, pur non avendo mai scritto nulla in precedenza, non manca l’occasione per dimostrare la propria buona volontà al consesso di colleghi:

Mi scuso per il disguido
Avv. Lucia Coppola

Perché si scusa lei, questo non è affatto chiaro. Ma male non fa.
C’è anche chi inizia a farsi domande esistenziali ma non perde l’occasione di dare ordini:

non capisco perchè mi siano arrivate queste email…verificate
grazie
avv marco rossi

In un’oretta sono passate in lista una decina di mail, quindi con un certo tono professorale e competente interviene l’ennesimo professionista:

Dopo aver ricevuta in data odierna una mail dal vostro indirizzo di
posta elettronica, continuano ad arrivare al mio indirizzo di posta
(info@…..it) mail di risposta da altri avvocati.
Credo ci sia un disguido, che peraltro mi sta creando intasando la posta.

Avv. Anna Maria Sgarbi

Non mancherà qualcun’altro che avanzando la propria personale situazione risponderà con le stesse parole a ben tre messaggi successivi (quello di Mazzotta, di Paterniti e pure a quello anonimo spedito dal BlackBerry)

Per favore non inviare altra posta a questo indirizzo: non esercito
più la professione di avvocato.
Grazie
Francesca Marcenaro

Poverina… dovrà sopportare questa situazione per altre numerose ore.

Qualcuno quindi con arguzia esclama

mi pare evidente che c’è un problema in questa rete

Ah sì? C’è un problema? Allora l’avvocato Sgarbi a questo punto trasale e ritornata all’origine del problema risponde, ma sempre in lista, al messaggio iniziale originale:

Ho ricevuto in data odierna la Vostra mail, che mi sta creando seri
problemi alla posta elettronica.
Sul mio indirizzo di posta info@…..it continuano a
pervenire risposte di altri avvocati al Vostro invito al Convegno
“La professione forense tra innovazione e tecnologia”.
Credo si sia verificato un disguido.

Siete pregati di risolverlo al più presto.

Avv. Anna Maria Sgarbi

Quali saranno i problemi che una mail sta creando alla casella di posta elettronica non potremo mai saperli, ma sappiamo che nessuno purtroppo li risolverà per un bel po’ ancora. Le cose iniziano a farsi serie, infatti un ulteriore mail prospetta scenari inquietanti, in risposta a Paterniti arriva infatti un chiaro:

Ho già segnalato che temo siamo tutti sotto spamming.
SR

Siamo nel pieno del FUD (Fear, Uncertainty and Doubt). Quindi non contento, il concetto lo ribadisce in lista in risposta a Mazzotta (noi ci immaginiamo a dirglielo con circospezione in un orecchio, ma ovviamente lo fa in modo che tutti lo percepiscano):

Ho timore ci sia uno spamming in corso.
Sergio Russo

Un timore evidentemente molto ben riposto: lo spam SONO LORO!

Ecco però che con malcelata saggezza che il prossimo sentenzia:

Mi pare chiaro che chiunque risponde al mittente ne manda copia a
tutti coloro che fanno parte delle liste. Il che è molto
fastidioso. Invito chi gestisce la faccenda a porre rimedio ed
a fare in modo di non disturbarmi.

Avv. Sandro Barcali

Già è fastidioso. Ma chi gestisce la faccenda? Non si sa. Però il successivo commento riporta una constatazione con cui non possiamo non dichiararci d’accordo:

Penso che il convegno “La professione forense tra innovazione e tecnologia: l’esperienza toscana” sia molto utile alla categoria, vista la poca dimestichezza che sta dimostrano qualcuno con la posta elettronica.

C’è dell’ironia in questa risposta? Cosa dire… non ne siamo mica sicuri!

Ad ogni buon conto, ad un’ora e mezza circa dalla prima risposta dubbi esistenziali attanagliano la mente degli avvocati. Con un senso di composto sconforto il prossimo dice:

La mail in relatà è arrivata a me…e nemmeno io sono il destinatario.
Cordiali saluti

Avv. Stefano Magnani

Capito? Non è nemmeno lui il destinatario. Come fare?

Però è Mazzotta il gettonatissimo che riceve gran parte delle risposte, alcune così a cuore aperto che commuovono per la franchezza:

Egr. Collega, ho ricevuto la stessa e-mail e non ho francamente
provveduto ad inviarLe alcunchè……Probabilmente un equivoco da parte
di qualcun altro. Buon lavoro!

Avv. Cristiana Cipriani

Bhé… l’importanza d’esser franco… direbbe Wilde.

Segue una laconica risposta a Nunzio Salice:

Deve esserci un errore.

Alessandro pomponio

Deve esserci proprio un errore, quindi per porvi rimedio Pomponio impiega i successivi 4 minuti e mezzo per spedire lo stesso identico messaggio in risposta, in lista, ad altre sette mail sette!, per avvertire tutti, singolarmente e pubblicamente, che “deve esserci un errore”. È un mito di generosità! Io lo candiderei nella Protezione Civile Digitale.

Scusarsi, si sa, non fa mai male, così urlando –secondo la netiquette– il prossimo propone le sue informate deduzioni:

CHIEDO SCUSA, MA HO LA CASELLA MAIL PIENA DI MSG DI COLLEGHI. CI
DEV’ESSERE UN DISGUIDO NEL SERVER.

CORDIALI SALUTI

AVV. ALBERTO CARLESI

il problema però non è nel server, sembra sostenere il successivo:

il disguido lo sto avendo anche io
prego di disattivare l’invio della posta , grazie

C’è una certa qual confusione di ruoli in tutta questa storia, eh.

La professione forense, si sa, è fatta da galantuomini: non mancano quindi mai di destinarsi appropriati convenevoli tra colleghi:

stimato Collega,
continuano ad arrivarmi e-mail di risposte di colleghi.
saluti

Il giorno 08 ottobre 2009 18.22, ha scritto:
Egregio Collega non ho inviato alcuna mail anzi pervengono a me risposte di colleghi alla cancelleria
saluti

Il giorno 08 ottobre 2009 17.44, ha scritto:
Gent.ma Collega credo che abbia inviato a me per errore la mail in oggetto.
Avv. Mazzotta

L’effetto comico inizia a profilarsi. I fratelli Marx non avrebbero saputo inventare un congegno più valido.

Penso ci sia qualche problema con la posta elettronica del sito regionale.
Mi arrivano decine di risposte ch non ho sollecitato.

Avv. Alessandro Nicolodi

ed un altro, sottoposto ad una certa tensione, risponde:

per cortesia mi si sta intasando la mail
io non so come sia potuto accadere, non ho mandato nessuna mail

e poi intima:

la cancelleria telematica regione toscana , provveda per favore ad eliminare il disguido.

Purtroppo le migliori perle di saggezza rimangono inascoltate:

State rispondendo ad una e.mail-list! arriva tutto a tutti! Non si deve rispondere! Chi voleva partecipare al convegno doveva collegarsi sul sito e basta! Finitela di scrivere!

Forte di questa interpretazione il successivo sentenzia:

ho lo stesso problema!
cordiali saluti

Allora, per chiarire a tutti definitivamente, c’è chi ribadisce:

NON INVIARE MAIL ALL’INDIRIZZO MITTENTE Cancelleriatelematica @ liste. rete. toscana. it
perché, evidentemente, raggiunge tutti gli iscritti alla cancelleria.
grazie.

avv. P.S.

A questo punto dovrebbero aver capito tutti. Vero?

Però non manca mai quello che conforta gli altri cordialmente di non essere escluso solo perchè ha un BlackBerry:

Mi scuso per il disguido ma ho lo stesso problema.
Cordialita’

Avv. Carlo Andrea Gemignani

Sent from my BlackBerry® wireless device

Allora qualcuno, compreso il problema, finalmente comunica con la Segreteria.

Segnalo alla segreteria organizzativa che sto ricevendo varie mail di colleghi con indirizzo mittente
cancelleriatelematica@liste.rete.toscana.it

Vi invito a porre rimedio a questo inconveniente.

Avv. Francesco Cintelli

Purtroppo però lo fa in lista. Ancora. Ma nooo!

A questo punto si uniscono varie voci nella richiesta di porre rimedio.

vi prego di rimediare al disguido mi arrivano mail
io non ho inviato nessuna mail!!

Diciamolo. C’è proprio un asimmetria scandalosa in questo ricevere mail senza averne inviate. Bisogna perciò porre rimedio inviandone una ulteriore in lista. Così ci mettiamo in pari, eh!

A questo punto iniziano a serpeggiare le prime paure irrazionali, c’è chi ripete:

Ho timore ci sia uno spamming in corso.
Sergio Russo

Forse non l’avevano sentito.

C’è sempre chi si chiama fuori:

non capiso perchè mi continuano ad arrivare e.m. da mezzo foro. Io
di questo convegno non so assolutamente niente.
R.Russo

(e.m. sta per email)

Al che già qualcuno rinviene che:

la cosa si fa comica … un convegno sulle tecnologie e
l’organizzatore che spedisce a tutti le mail di risposta ……
Marco Rousseau

Il pragmatismo però sta prendendo il sopravvento e i più avvertiti definiscono rette linee di comportamento collettivo con una certa tensione didascalica:

Cari Colleghi,
poichè mi stanno giungendo tutte le vostre mail pregherei Voi, e chi
ci legge per la prima volta, di non rispondere nè alle risposte nè
all’invito della segreteria organizzativa, sì da interrompere questo
circolo vizioso che si è creato, nella speranzosa attesa che
qualcuno della medesima segreteria si sia accorto del problema
e stia provvedendo.

Vi ringrazio e Vi auguro buon lavoro.

Avv. Edoardo Nocchi

Sarà l’augurio di lavorare forse fuori luogo? C’è che non tutti capiscono il mentore:

Non so cosa stia accadendo. Non ho mandato mail. Credo ci sia un
problema nell’invio da parte della cancelleria telematica.
Clara Mecacci

Sent from my BlackBerry® wireless device

Il BlackBerry è uno strumento insostituibile per l’avvocato. Non lo stesso può dirsi nella perizia dell’usare Internet.
Segue allora:

Credo di non essere la destinataria del mess; in più sto ricevendo e
mail di Colleghi: Grazie. Cordialità.

Avv. Catia Dragoni

Di cordialità, si vede, ce n’è bisogno. Perchè sono passate quasi due ore e l’ondata non si placa. In più questa professionista ha addirittura delle crisi d’identità: cambia nome tra un messaggio e l’altro.

Mi stanno arrivando di continuo e mail di Colleghi che mi intasano
la posta elettronica. Provvedete al più presto.

Avv. Katia Dragoni

Ma con la kappa il nome è forse più autorevole?

Comunque provvedere a che non si capisce. E poi: è proprio così grave ricevere delle mail di colleghi?

Oddio, una email di un avvocato effettivamente sì, una certa tensione dovrebbe pur mettertela.

Vedersi popolare la casella postale con messaggi di tanti avvocati in rapida successione effettivamente può generare una certa paura.

Ma dopo una giornata come questa… anche no. Chi potrà esimersi dal mandar loro indietro un messaggio simile a questi?

Ma gli avvocati hanno paura della propria stessa categoria, così qualcuno scantona terrorizzato:

AIUTOOO!!! MI STANNO ARRIVANDO DECINE DI E-MAIL DALLA CANCELLERIATELEMATICA CON MESSAGGI DI ALTRI AVVOCATI !!
COSA ACCADE ??

AVV ALESSANDRO ROSSI

È l’inizio del panico collettivo

che succede???
mi arrivano continuamente messaggi di colleghi dalla cancelleria telematica….

Avv. Enrica Borgianni

La paura si diffonde:

Anche a me continuano a pervenire risposte di Colleghi ai quali io non ho assolutamente scritto!

Barbara Ramagini

Seguono agitazione, nervosismo, eccitazione:

Perche’ mi arrivano mail di altri avvocati? Fate qualcosa!avv. Sarah Musio
Sent from my BlackBerry® wireless device from WIND

ma anche preoccupazione, ansia, apprensione, inquietudine, turbamento, angoscia

Anche io non capisco cosa sia successo ma mi sono arrivate tantissime mail di risposta

Avv. Rossana Maria Sangiovanni

(non c’entra nulla ma vorrei plaudire al disclaimer dell’avv. Sangiovanni che mi sembra uno dei migliori mi sia mai capitato di leggere: “Le informazioni contenute nella presente comunicazione ed i relativi allegati possono essere riservati e sono, comunque,destinati esclusivamente alle persone o alle società sopraindicate. La diffusione,distribuzione e/o la copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinantario è proibita, sia ai sensi dell’art. 616 c.p., che ai sensi del D. Lgs. n.196/2003. Se avete ricevuto questo messaggio per errore, Vi preghiamo di distruggerlo ed informarci immediatamente inviando un messaggio all’indirizzo e.mail sorgente”).

A questo punto a mali estremi, si propongono estremi rimedi, a cui corre l’obbligo di esprimere tutto il senso della nostra solidarietà:

MITTENTE BLOCCATO. D’ORA IN POI I MESSAGGI FINIRANNO NELLA POSTA
INDESIDERATA. COMPLIMENTI A CHI GESTISCE. BELLA INTELLIGENZA.

sdoganato il filtro anti-spam c’è chi si accoda subito

anch’io.r.russo

Ma per qualcuno la mailing-list è stata l’occasione per incrinare la certezza che l’email fosse regionalmente confinata, come l’ordine professionale:

MI SPIACE MA CREDO CHE IL PROBLEMA SIA PARTITO DAL TRIBUNALE DI
FIRENZE.

Immagini che io esercito a Palermo.

Cordialità

Cristiano Pollarolo

Immaginiamo anche noi: queste mail diaboliche scavallano le Regioni. Anatema! Quindi corre l’obbligo di stigmatizzare l’incolpevole Cancelleria Telematica.

Spett.le Cancelleria telematica,

mi stanno arrivando in continuazione mail di colleghi che sostengono
di avere ricevuto da “me” questa mail che “voi” mi avete inviato.
Vi prego pertanto di provvedere a far cessare immediatamente questo
increscioso episodio.

Grazie. Avv. Elisa Bardelli

Siamo nel pieno della commedia degli equivoci: l’hanno ricevuto da me ma l’avete mandato voi ma tutti rispondono a tutti…. Che mal di testa!

D’accordo, l’episodio sarà pure increscioso, ma è senza dubbio spassoso, soprattutto quando qualcun non sa a che santo votarsi:

Aiuto!!!!

Ho lo stesso problema di tutti gli altri Colleghi.
Chi l’ha innescata fermi questa catena di Sant’Antonio.

Avv. Gianni Pane

Ma quale catena? Quale Sant’Antonio?

Poi c’è chi non sa esimersi da una pia preghiera, non senza trovare l’opportuna occasione di rispondere circa la partecipazione al convegno incriminato.

mi stanno arrivando e-mail a raffica da parte di Colleghi
infastiditi. Credo che sarebbe opportuno da parte Vostra sospendere
ogni ulteriore invio.

Al convegno non potrò presenziare
Grazie

Avv. Piero Ponti

Qualcuno, dotato forse di un malato senso dello humor propone:

… nessun errore, è solo per farci passare il tempo, visto che noi
avvocati non abbiamo nulla da fare.

La cosa non fa per nulla divertire quello successivo:

In data odierna mi avete inviato una email che mi sta creando
notevoli problemi in quanto decine di avvocati stanno rispondendo
al mio indirizzo di posta.
Vi prego di provvedere al più presto a risolvere l’inconveniente.

Distinti saluti.

Avv. Gino Mannocci

Ai sensi e per gli effetti della L. 675/96 e del D.lgs. n. 196/2003
(tutela della privacy) si precisa che questa e-mail è inviata
unicamente ai destinatari sopra esposti con espressa diffida di
leggerla, copiarla, usarla senza autorizzazione.
Se avete ricevuto questa copia per errore, vogliate distruggerla o
contattarci immediatamente.

Grazie per la Vostra collaborazione

Ora… ci sarebbe da chiedere a quest’avvocato come è possibile rispettare il disclaimer riportato se non è possibile leggerlo. È una disclaimer che si situa tra il capitolo “Misteri della fede” e quello del “Paradosso di Schroedinger”. Io però, a scanso di equivoci, l’ho riportato così, tal quale, senza neppure leggerlo sia chiaro! Non si sa mai.

A quel punto qualcuno rende edotto il consesso che

State inviando spamming a destra e a manca. Ho già ricevuto almeno
30 mail da colleghi e messaggi di ritorno alla vostra mail.
Vi invito ad attivarvi per far cessare subito la cosa.

Avv. Alessandro Ciceri

Loro stanno invianno spam. Ma chi? Chi si dovrebbe attivare? Il cervello dei partecipanti forse?

basta non ne posso più. mi sono arrivati ben 30 e mail di risposte
di colleghi che, come il collega Nicolodi non ho sollecitato.

avv. Francesca Pietra Caprina,

Tutto si risolverebbe se l’avesse sollecitate?

Invece per la serie “pagliuzza e trave” si può leggere il seguente:

Credo vi sia un problema nella Vostra posta elettronica. Ho ricevuto
oltre 10 mail con lo stesso contenuto e con varie risposte di colleghi
Vi prego di provvedere

avv. Maria Grazia Poli.

Come si sa bene la posta del vicino è sempre la più rotta. Al che, con una fantastica email su carta intestata, allontana da sé ogni responsabilità e risponde:

Di Bello~Antoniazzi&Partners
Studio Legale

credo che il problema sia della cancelleria telematica:continuano ad
arrivare risposte di colleghi alla cancelleria a tutti coloro che
hanno ricevuto la comunicazione del convegno.

Saluti.

Amen. Allora inizia a serpeggiare una tragica consapevolezza:

Ho la casella intasata da email cancelleria telematica.
Ci deve essere un errore
Avv. Giovanni Ligato

L’importante è dire la propria, anche se è la stessa che Pomponio aveva spalmato sulla mailing-list con grande meticolosità.
Allora c’è bisogno di un’altra sagace richiesta

per cortesia ho la mail intasata da qiueste comunicazioni
prego gentilmente di smettere

avv. daniela tamborino

e dopo la preghiera viene la perspicace considerazione

ATTENZIONE!

La vostra email sta provocando una catena fra tutti i destinatari
che si ritrovano la posta elettronica intasata.

Cercate di ovviare quanto prima al problema destinatari.

Cordialità.

Avv. Antonio Benvenuti

ormai i convenevoli di rito sono spariti, si va dritto al sodo:

mi sono arrivati 45 messaggi, volete smetterla!?

Grazie

guardandosi bene anche lui dal farlo cosicchè non resta al prossimo che frignare

fermatevi

Al che un altro esagera:

Basta mi state intasando la posta elettronica per favore
interrompete mi arrivano centinaia di vs messaggi e ogni risposta collegata!!

Centinaia! Più ogni risposta collegata! Ma vaaai!

Saranno fin qui arrivate 30 mail, cioè quante a me ne arrivano in mezzora di un giorno calmo e su una sola delle caselle che solitamente
controllo. Senza parlare di Wave, Facebook, Twitter e altro. Ma però… come s’intasano facile ‘sti avvocati!

Per favore smettete di rispendere perchè le mail arrivano a tutta la
mailing list della cancelleria telematica.
Grazie

Fabio Pianti

Questa è veramente una scoperta illuminante. Il problema è che le mail arrivano a tutta la mailing-list…

Purtroppo però una mailing-list SERVE a far arrivare messaggi a tutti.

It’s by design, baby!

C’è chi dadascalicamente cerca di porre il problema nella sua prospettiva storica:

Bloccate per cortesia lo spamming generato dal mittente originario.
I gestori di cancelleria telematica si diano da fare.
Tutto è partito con un invito ad un convegno. Saluti. Avv. Maurizio Milani

e invece chi preso dallo sconforto esclama

Che bega

non senza dimenticare d’informarci che il suo messaggio è

Sent from my BlackBerry® wireless device

Però c’è chi non si perde d’animo e continua ad esortare

Anche io continuo a ricevere le email.
Vi prego di provvedere in merito
avv. Cecilia Cappelletti

Alle ore 20 e 50 sorge una tragica consapevolezza:

se il convegno è organizzato come questa mailing list…. ;)

Ma che c’entra?

Però non tutti gli intasamenti vengono per nuocere, questo infatti permette all’Avv. Barbetti di ritrovare l’Avv. Caprina. Lascerebbe intendere che questo ‘intasamento’ funzioni meglio dell’albo stesso…

guarda che caso! Francesca grazie a questo intasamento le nostre
poste si sono incrociate! ciao ciao,

Avv. Carlotta BArbetti

L’effetto farsesco dovuto alla strana consonanza dei cognomi Barbetti e Caprina con le poste incrociate è quasi nullo rispetto all’involontaria amenità realizzata dal provider telefonico del prossimo messaggio

Sto perdendo il conto delle mail che mi stanno arrivando.
Per favore qualcuno blocchi il server!
Avv.Cristina Sorelli

cui segue un

Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

Il combinato disposto della pandemonio in mailing-list e del Blackberry di Vodafone che ti fa seguire ovunque dalle mail rendono questo thread qualcosa di vicino ad una maledizione divina.

Per il prossimo addirittura qualcosa di ancora più biblico:

Mi sento in dovere di dire: è l’apocalisse.

Sarà un dovere teleologico, evidentemente, che esaspera qualcuno:

BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA !!! ACCIDENTI AI TRABICCOLI
TELEMATICI, RIDATECI LA POSTA PNEUMATICA!!!

e poi il prossimo

BASTA, NON NE POSSIAMO PIU’!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Non poteva mancare la necessità d’invocare l’intervento improvviso ed inaspettato di qualcuno che agisca in modo risolutivo su tale questione intricata e complessa:

Io chiamo il Gabibbo.

E anche in questo caso cala come una maledizione il teaser:

Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

Chissà se il Gabibbo può tanto…

Ma c’è sempre quello che adotta un atteggiamento scientifico e visto il periodo e i temi caldi nelle notizie del momento

forse avete un problema o un virus.

PROVVEDETE

Ed infine l’intervento risolutivo:

E smetterla tutti di scrivere?

Pataponfete! Così termina il thread del secolo. A quel punto immaginiamo una mano pietosa ha “provveduto” a correggere l’ “errore”, a riportare sotto controllo il “disguido” bloccando la mailing-list. È calato così il silenzio altrimenti, ne siamo certi, ancora oggi staremmo a leggerne.

L’Italia, prima ancora che l’ordine forense, dovrebbe meditare su quanto è successo e prendere coscienza del livello dell’alfabetizzazione tecnologica dei professionisti italiani.

Una sola mail non è stata riportata nella sua scansione temporale che fin qui si è mantenuta. Non era l’ultima ma certamente la più adeguata alla chiusura. Eccola:

From: cancelleriatelematica@liste.rete.toscana.it
Date: Thu, 8 Oct 2009 21:24:21 +0200

Grande… Secondo me qualcuno vuol scrivere un libro sulle reazioni
degli avvocati agli stimoli tecnologici..

Rileggete tutte le mail di replica e rideteci su come me!

Ciao colleghi, buona serata.

Flavio Bindi

Tutti noi, sì, una risata ci spammerà.

Comunque visto il successo di quest’anno, il prossimo anno la manifestazione andrà oltre e si chiamerà “Dire, Fare, Baciare, Lettera (Email) e Testamento” e il convegno avrà titolo: “Totò, Peppino e la professione forense su Internet: l’esperienza della mailing-list della Cancelleria Telematica Toscana”.

Emmanuele Somma

Riferimenti: L’indirizzo originale del pandemonio è:
http://www.liste.rete.toscana.it/pipermail/cancelleriatelematica/mail4.html
ovviamente dovete scorrerlo all’indietro per apprezzarlo al meglio.
Ne ho ovviamente fatta una copia a futura memoria.

30-10-2009 “Avvocati: SPAM”R”US. Il Thread del Secolo” (c) Copyright
2009 by Emmanuele Somma (esomma@ieee.org) e i Fratelli Marx
della mailing-list della Cancelleria Telematica Toscana

Licenza di distribuzione ‘verbatim’: La copia letterale e la
distribuzione di questo articolo nella sua integrità sono permesse
con qualsiasi mezzo, a condizione che questa nota sia sempre
riprodotta. Sei vuoi, puoi ridistribuire questo articolo nelle
discussioni, sui blog o sui siti che frequenti: non equivarrà mai al
prime-time di Sanremo, ai telegiornali della televisione di stato, o
ai grandi giornali quotidiani, potere riservato ai discografici,
burocrazie, politici e grandi editori, ma può rappresentare una
importante modalità alternativa. Spread the word (*and* the /free/
software).

STANDARD DISCLAIMER: Ai sensi e per gli effetti della L. 675/96 e
del D.lgs. n. 196/2003, del nono emendamento della Costituzione
Materiale dello Stato Libero di Bananas e del comma 22 dell’articolo
42 della D.p.r.k. n. 47/2009 si precisa che questo messaggio è
inviato unicamente agli esposti sopra destinati con espressa diffida
di leggerla, copiarla e soprattutto usarla per scopi intimi senza
autorizzazione.
Se avete usato questa copia per errore, vogliate conservarla con
estrema cura e contattare immediatamente il più vicino ospedale
psichiatrico.

Rigraziamenti: Zampinella per aver morso l’uomo, Phil Connors per alcuni passaggi, ele per baciare-lettera-testamento, e poi Babele Dunnit e tutti i partecipanti del Wave di revisione.

Sembra che oggi all’IGF ancora una volta il direttore del ccTLD (continuerò a chiamarlo impropriamente NIC, dal nome del dominio, anche se a malincuore mi rendo conto che non è più il NIC) abbia trovato un’occasione pubblica per trovare “particolarmente disdicevoli alcuni aggettivi utilizzati nella e-mail” (come mi è stato letteralmente e forse con pietà riferito) che ho spedito alla segreteria del ministro Brunetta i primi di marzo.

Qualcuno quella email l’aveva girata all’Espresso che l’aveva usata per farci un bell’articolo sul noto e annoso problema dell’inefficienza della registrazione dei nomi di dominio: responsabilità diretta dell’Istituto.

I toni della lettera bruciano, e me ne dispiace, tanto che non è la prima volta che se la prende con me. Come se i problemi del NIC dipendessero dalle mie email e non piuttosto dai 15 anni di vessazioni che il NIC ha imposto a TUTTI quelli che in Italia tentavano di ‘fare Internet’. Regole balorde e procedure vessatorie. Inoltre brucia ancora il processo di statlizzazione del NIC che non è mai stato veramente accettato dalla comunità Internet italiana.

Il fatto che gli stessi che hanno ‘bloccato il nic’ si candidino oggi a fare la “Governance Italiana di Internet”, a molti qualche ragione di inquietudine la dà. Hanno fatto il loro tempo: lascino il posto ad altri.

A parte le risposte pubbliche agli stralci della mia email riportati dall’Espresso, sempre in mia assenza, in modo improprio ed inopportuno, l’ente chiamato in causa non ha ritenuto mai di rispondere direttamente anche se avevo ovviamente spedito la lettera anche direttamente a loro e neppure alle richieste di spiegazioni del mio maintaner.

Sarebbe ora di farlo spiegando come mai sia stato inerte nella registrazione di un dominio per quattro giorni quattro (un tempo siderale se rapportato ai tempi di servizio normali in tutto il mondo) e poi farlo solo dopo un esplicito sollecito ma alla fine nascondendosi dietro la scoperta bugia che il dominio era invece già pronto da prima.

Ok, sì… un semplice: “ci scusi per il disguido” sarebbe bastato. Ma il ‘potere’ no, crede anche di avere ragione. Vuole essere insindacabile. “Ci voglio mettere quattro giorni?” –pensa– “Perchè? Sono fatti miei! Chi sei tu per chiederlo?”

L’articolo dell’Espresso, contenente un estratto neppure particolarmente felice della mia mail perchè avulso dal contesto, è senza dubbio il principale responsabile del passaggio al sincrono: le alte sfere del CNR, e forse qualche ministro, hanno fatto ben capire al NIC che l’ora era arrivata e non si sarebbero accettati più ritardi. 15 anni sono tanti anche per l’Italia.

Ovviamente il NIC ci ha messo ancora altri sei mesi per completare un iter durato solo 15 anni, e tuttora sembra mantenere in piedi (per altri DUE!!! anni) una anacronistica (e controproducente) modalità ‘manuale’ che insinua ulteriori ambiti di ambiguità e di arbitrio, per ragioni che probabilmente è meglio non indagare, come è decisamente meglio non rivangare le motivazioni per cui le registrazioni cartacee subivano un processo così contorto.

Certamente il meccanismo di registrazione del NIC italiano non era noto a livello internazionale per la sua trasparenza nell’assegnazione dei nomi, non era noto per la sua efficienza, non era noto per la sua efficacia e non era noto per la coerenza delle proprie azioni, per fare un unico esempio il comportamento nel caso armani.it griderà vendetta nei secoli dei secoli. Inoltre l’innovazione tutta italiana della “complicazione degli affari semplici” tra RA e NA, non sembra proprio aver fatto un gran che bene alla qualità del servizio e neppure alla certezza dei diritti degli utenti.

Diciamolo pure, il NIC italiano, dopo la trasformazione in Ente pubblico, ha rappresentato il baluardo di una burocrazia cieca, anacronistica e contraria alla minima innovazione, ma soprattutto abbarbicata alla propria rendita di posizione nella gestione di un sottopotere statale, che sentendosi ‘arrivato’ ad una agognata ‘stabilità’ ha esercitato tutto il peggio di quella mentalità retrograda che non appartiene più, e da molto tempo, neppure ai ministeriali. Quella denominazione di ‘authority’ invece che rappresentarne un distintivo d’eccellenza ha denotato il segno di una tracotanza che ha fatto dell’immobilità il proprio principale elemento costitutivo. E se si parla di immobilità basterebbe guardare la stasi quasi mortale (e fino alla morte!) del management (cd. “Il Papato”) del NIC negli ultimi 20! anni.

Quel che più fa male a me, pisano d’adozione, è collegare tutto questo ad un ambiente che invece ho percepito e ho vissuto come ben diverso. Un vero peccato.

Sostenere, come hanno fatto a più riprese gli esponenti del NIC fino a pochissimo fa che il fax fosse uno strumento “perfettamente adeguato” alle esigenze del Registro perché “permetteva di contenere le contestazioni”, è certamente l’indice di una distorsione del ruolo del registro in un campo in cui il confronto internazionale è tuttora, anche con il sincrono, stridente.

Personalmente ho registrato alcuni domini italiani e molti esteri. In tutti quelli italiani ho avuto problemi i più idioti come: firma non leggibile, CAP non comprensibile. Nell’ultimo caso, quello riportato, semplicemente ‘silenzio’, quattro lunghi giorni in attesa di una registrazione e poi, dopo un messaggio di richiamo si scopre che… il sito era stato registrato in tutta fretta dopo il richiamo. Il tutto condito dalla ‘bugia’ che il sito fosse stato registrato in precedenza.

Brunetta a quel tempo era alla ricerca dei fannulloni della Pubblica Amministrazione.

Ok ammetto, con le carte che avevo in mano era come sparare alla Croce Rossa.

Poiché mai viene citata la lettera nel complesso, ma ne vengono estratti solo alcune espressioni avulse dal contesto, pubblico l’intero thread qui sotto. Chissà, forse il direttore del NIC non si è mai preso la briga di leggerla.

Comportamento dell'IT NIC (fannulloni e bugiardi) - Fwd: [Ticket#2009031010003411] [Fwd: 10033 - eurocoin.it - SUCCEEDED]

A R. T. , capo della segreteria tecnica, e L. T. , consigliere economico del ministro dell'innovazione.

Gentili signori,

quella in allegato è l'ennesima comunicazione che siamo stati costretti ad avere con l'IT NIC, l'autorità italiana per la registrazione dei nomi di dominio.

Questo tipo di comportamento, per mia personale esperienza (documentata qui, e documentabile in altri casi) nonchè per 'comune sentire' ed ampiamente documentata in Internet, è il minimo che ci si può attendere nelle relazioni con questa organizzazione. Da anni ormai.

Ciò che è francamente scandaloso è che questo livello di inefficienza, ignoranza e incapacità in tutto il resto del mondo è assolutamente sconosciuto perchè la registrazione dei nomi di dominio avviene in SECONDI tramite procedure automatizzate senza necessità di intervento umano. Persino per i domini delle più sperdute nazioni del terzo mondo.

È molto difficile pensare che l'Italia possa avere qualche chance di competere internazionalmente quando la protervia di una amministrazione pubblica genera questi mostri, e soprattutto anche per le cose più banali per i cittadini italiani è obbligatorio pagare il prezzo di queste vessazioni, anche quando sinceramente non ve ne sarebbe alcun bisogno.

Probabilmente è nelle vostre possibilità inoltrare questo segnale a chi potrebbe avere competenza e responsabilità per trattare questo tema e soprattutto a chi potrebbe rimuovere con urgenza i responsabili, non tanto di questo singolo disservizio che ormai si è risolto, quanto dell'inefficienza patita dai cittadini italiani che hanno tentato, anche con la semplice registrazione dei nomi di dominio, tentato di realizzare qualcosa di innovativo per questo Paese. Sarebbe questa una riforma semplice, non costosa, e molto gradita ai pochi che ancora fanno qualcosa di utile con Internet in Italia.

Distinti saluti,
Emmanuele Somma

---------- Forwarded message ----------
From: L. T.
Date: 2009/3/10
Subject: Re: [Ticket#2009031010003411] [Fwd: 10033 - eurocoin.it - SUCCEEDED]
To: "ccTLD .it Registry Hostmaster"
Cc: Emmanuele Somma

Buongiorno,
prima di scrivervi avevo chiaramente verificato (ore 10.28):

luciano@santorini:~$ whois eurocoin.it
Domain: eurocoin.it
Status: AVAILABLE
luciano@santorini:~$
luciano@santorini:~$

Rilanciando il comando ora il risultato è che il dominio è registrato
(ore 10.39):

luciano@santorini:~$ whois eurocoin.it

Domain: eurocoin.it
Status: ACTIVE
Created: 2009-03-10 10:39:23
Last Update: 2009-03-10 10:39:23
Expire Date: 2010-03-10

Considerando che il modulo era ok ed inserito nella coda già alle ore
14.28 del 06/03/2009, posso sapere cosa è accaduto e come mai sono stati
necessari 4 giorni ed una mia email per registrare un dominio che in
condizioni "normali" sarebbe dovuto essere attivo automaticamente al più
tardi lunedì mattina?

Grazie,

Saluti.
Luciano

Il giorno mar, 10/03/2009 alle 10.47 +0100, ccTLD .it Registry
Hostmaster ha scritto:
> Buongiorno,
>
> il nome a dominio eurocoin.it e' stato registrato stamattina.
>
> Cordiali saluti,
> Francesca - Relazioni Esterne
>
>
>
> "Luciano T " wrote:
>
> > Buongiorno,
> > sono Luciano T, admin-c di ***-MNT; Posso sapere come mai il
> > dominio in oggetto non Ú stato ancora registrato?
> >
> > Grazie,
> > Luciano
> >
> > ------- Messaggio inoltrato -------
> > Da: IT-NIC Hostmaster
> > A: IT-NIC Automatic Robot
> > Oggetto: 10033 - eurocoin.it - SUCCEEDED
> > Data: Fri, 6 Mar 2009 14:28:09 +0100
> >
> > Your e-mail:
> > From: IT-NIC Automatic Robot
> > Subject: Richiesta di registrazione/modifica dominio eurocoin.it
> > Date: Fri, 6 Mar 2009 14:25:23 +0100
> > Msg-Id: <20090306_132523_018839.operations@tlcweb.net>
> >
> > Internal-Id: 2646600
> >
> > has been processed and produced the following results:
> >
> >
> > -----------SYNTAX CHECK RESULT-----------
> >
> > Syntax Check Phase OK: 10052 - [domain] eurocoin.it
> >
> >
> > Syntax Check Phase OK: 10053 - [registrant] Emmanuele Somma
> >
> >
> > Syntax Check Phase OK: 10054 - [contact] T*** Internet Staff
> >
> >
> >
> >
> > ----------END SYNTAX CHECK RESULT--------
> >
> >
> > -------------DNS CHECK RESULT------------
> >
> >
> > DNS Check Phase OK: 10070 - NS1.T***.NET
> >
> >
> > DNS Check Phase OK: 10070 - DNS2.ASSOTLD.IT
> >
> >
> > DNS Check Phase OK: 10070 - NS2.T***.NET
> >
> >
> >
> > ------------END DNS CHECK RESULT---------
> >
> >
> > ------------DATABASE RESULT------------
> >
> > Vi informiamo che il modulo e' stato inserito nella coda delle richieste
> > pendenti
> >
> > -----------END DATABASE RESULT----------
> >
> >
> > Cordiali Saluti,
> >
> > Registro del ccTLD ".it"
> > Istituto di Informatica e Telematica
> > CNR - AREA DELLA RICERCA

Alla mia piccola polemica sul disclaimer che il PD usa nelle mail di propaganda elettorale risponde la responsabile del trattamento (credo sia dei dati personali, ma trattandosi del PD chissà).

Caro Sig. Emmanuele,

la necessità della presenza di un informativa, che per le mail si definisce disclamer,associata ad ogni comunicazione che viene inviata ai priopri contatti è semplicemente un obbligo dettato dal D.lgs 196/2003,e non è in nessun modo parte del messaggio politico o di qualsiasi metamessaggio lei identifichi nei testi che riceve dalla Direzione del Partito o da una o tutte le Mozioni congressuali.

Ma soprattutto non vuole essere e non è una minaccia. L’informativa deve indicare i diritti ma anche i doveri degli utenti. Puo certamente essere più o meno esplicita, ma se pure non avessimo esplicitato quali sono i rischi che si corrono ad utilizzare impropriamente i contenuti inviati, questi non sarebbero certo cambiati. L’obiettivo non è minacciare ma responsabilizzare gli utenti.

Capisco quello che lei vuole dire, che è proprio dell’agire all’interno di un partito il fatto di condividere le idee e i materiali che questo produce, ma è pur vero che questi contenuti potrebbero essere manipolati prima di essere diffusi o inviati a qualcuno che non ha piacere nel riceverli. L’informativa così esplicitata serve proprio a delimitare i limiti di questa responsabilità.

Infine non sono consulenti delle singole mozioni ad elaborarlo, ma è lo stesso che è stato elaborato dal Responsabile in linea con quanto definito dal D.lgs 196/2003 e che viene inviato per ciascuna mozione, ed è in tutto simile, solo più breve, di quello che è presente in tutte le comunicazioni inviate dal Partito Democratico.

Cordiali saluti

Vanina Rapetti
Responsabile del trattamento
Partito Democratico

Dirò… la risposta non mi entusiasma e interloquisco:

Gentile Dr.ssa Rapetti,

nel ringraziarla per l’illuminante risposta non posso che rinvenire proprio in questa, se possibile, ancora maggiore ragione di sconcerto.

La sua risposta è un perfetto esempio di, mi permetta il toscanismo, supercazzola burocratica che snatura il senso stesso della comunicazione online.

L’adesione supina ad una prassi balorda dovuta alla cattiva interpretazione della leggi che situa la sua (e ahimé anche la mia) organizzazione nel novero di quelle ‘imprese’ che non capiscono nulla di Internet e nulla fanno per usarla adeguatamente.

Se è così convinta di quanto dice, senza che lei rinvenga nella mia richiesta alcuna volontà polemica -o forse con tutte quelle ‘lecitamente’ possibili-, potrebbe dirmi in quale passaggio della legge si riporta testualmente l’obbligo di minacciare azioni legali verso gli ‘utenti’ di una comunicazione online (ammesso che iscritti del partito, siano poi ‘utenti’) per tutelare i PROPRI diritti di organizzazione. Mi sembrava che quella legge fosse stata realizzata per tutelare la privacy degli UTENTI, vero?

A me sembra, e credo che vorrà facilmente smentirmi codici alla mano, che alcuna normativa imponga l’adozione di tali disclaimer, tant’è vero che gran parte delle organizzazioni non la usano, e non per ignoranza, mi creda. Forse solo per maggiore ‘eco-compatibilità’ con il mondo nel quale si muovono: Internet.

Scendendo nell’ambito del diritto la presenza del disclaimer, in quella forma, discende dalla necessità PER IL MITTENTE di limitare il proprio carico di responsabilità nell’ambito dell’art. 616 del vigente codice penale, in materia dei delitti contro l’inviolabilità dei segreti. Secondo un parere legale:

“Alla posta elettronica può difatti, ormai, applicarsi la disciplina penalistica prevista dal nostro vigente codice penale (secondo cui per “corrispondenza” si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza) il quale all’art. 616, in materia di delitti contro la inviolabilità dei segreti, stabilisce: “Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa.”

Secondo giurisprudenza consolidata, prendere cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa significa apprendere tutto ciò che è affidato alla protezione della busta, ma presupposto del reato è che sulla busta vi sia il nominativo del soggetto destinatario e non il mio (inserito erroneamente) in quanto altrimenti sono legittimato alla presa di conoscenza del contenuto perché tratto in errore dalla presenza del mio nominativo…

In conclusione, ricevere una e-mail non palesemente non inviata a noi, non può comportare alcuna conseguenza giuridica, a nulla valendo una qualsiasi forma di diffida contenuta nel disclaimer.” (Avv. Valentina Frediani)
Orbene, QUESTO è il motivo, assolutamente manfrinistico e privo di qualsiasi utilità e fondamento giuridico per cui le aziende usano questi disclaimer.

Quanto al residuo di supercazzola su cui si è inerpicata, ovvero “…questi contenuti potrebbero essere manipolati prima di essere diffusi o inviati a qualcuno che non ha piacere nel riceverli”, la risposta è: embé? Perché lei ritiene che l’apposizione del disclaimer cambi in un qualche modo il diritto applicabile relativo alla manipolazione e alla comunicazione? No. Certamente no, vero? Se reato venisse compiuto -manipolando o comunicando inappropriatamente- il disclaimer sarebbe considerato un’aggravante? Contribuirebbe in maniera sensibile a modificare il quadro giuridico di un eventuale repressione del misfatto? No. No. No. E no!

Quando lei parla di ‘responsabilizzare l’utente’ (e già sul termine utente ci dobbiamo ancora mettere d’accordo ma questa volta gliela passo) io intravedo una volontà paternalistica che proprio mal si addice ad una organizzazione moderna e ‘laica’. Non sono ancora sceso in tema di fatto, ma per quanto riguarda il metodo, la sola idea di imporre agli iscritti un predicozzo su cosa possono o non possono fare con le informazioni che gli mandate è un errore. E lo sarebbe anche se voi non foste un partito politico ma il macellaio sotto casa.

E ora parliamo del contenuto. Probabilmente mi rivolgo alla persona sbagliata, che pure è stata così gentile a rispondere prontamente. Purtroppo il sig. Mozione non s’è ancora fatto sentire… nel frattempo è arrivato un’altro… evvabbé

In termini di fatto l’adozione del disclaimer è improprio per una comunicazione propagandistica, che sulla sua ampia pubblicità deve fare leva per coinvolgere ed appassionare. E non certamente l’occasione per fare inutili e controproducenti predicozzi, ma soprattutto porre gli (…sigh…) utenti nell’incertezza di cosa possono o non possono fare con quell’informazione.

Mi è chiaro che il partito abbia una organizzazione che utilizza il dominio e presumibilmente le email afferenti a tale dominio per attività legate alla propria natura, e che in questi casi un disclaimer -per quanto inutile, come visto, e controproducente per chi, come me, si occupa di questi mezzi da un po’- possa essere giustificato secondo la prassi, idiota, comune.

Ma non certo per l’email propagandistica!

La stessa lettera è infatti disponibile su internet, direttamente dai promotori (http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=Attachment&id=facb8efc733e01cefeb5a35e9ebfe211 ) o in una mezza dozzina di blog, senza che nessuno sentisse l’esigenza di “minacciare” gli utenti.

Infine: perché il partito non tratta allo stesso modo la comunicazione sugli altri mezzi? Se l’immagina sui cartelloni elettorali? “Non fate il naso da clown a Bersani, sennò vi mandiamo in Galera!” o sui volantini “L’utilizzo non autorizzato di questa carta sarà severamente punito! E se vi scappa peggio per voi!”

Non apro, per carità di patria, un discorso sullo stato di palese insufficienza di uno statement sulla privacy degli utenti del sito partitodemocratico.it e probabilmente della modalità di autorizzazione al trattamento acquisite sia attraverso il sito che attraverso le strutture territoriali, la invito solo a misurare la differenza tra quanto viene fatto dal PD e quanto, per fare un esempio, viene realizzato su questo sito: http://www.barackobama.com/privacypolicy/

A partire da questi dati lei crede ancora che il predicozzo sotto quelle mail sia veramente utile?

Se veramente dipende da lei, lo levi. Che è meglio.

Buon lavoro,
Emmanuele Somma

PS – Se posso rinnovo comunque la richiesta nei riguardi dei consulenti, che se avessero avuto la testa sulle spalle avrebbero fatto loro questo discorso con il Responsabile del Trattamento. In più a questo punto, dopo questa prova, chiederei seriamente se a tale Responsabile se si sente veramente adeguato a ricoprire un compito così critico in una organizzazione moderna.

Risultato?

Il disclaimer passa da:

Qualsiasi utilizzo non autorizzato del contenuto di questo messaggio
è severamente proibito e sottopone il responsabile a conseguenze
civili e penali.

a

Qualsiasi utilizzo non autorizzato del contenuto di questo messaggio
è severamente proibito e sottopone il responsabile alle conseguenze
previste dal d. lgs.vo n. 196/2003.

In definitiva? Bla bla bla bla….

« Older entries